Questo Scarface è troppo dark, David Ayer abbandona il remake

Il regista di Suicide Squad aveva presentato una sceneggiatura ritenuta troppo cupa

ScarfaceScarface, il capolavoro firmato Brian De Palma con un Al Pacino in forma strepitosa, rimane un simbolo dell’epoca anni 80. Dalle musiche (Push it to the limit su tutte), ai vestiti con quelle camicie sgargianti e dai colletti aberranti è un testamento di quell’America reaganiana. Un film del genere che posto troverebbe oggi? Bè siamo alle prese ora con l’America di Trump, designato da alcuni come erede di Reagan, in un paese sempre più preoccupato dall’allarme immigrazione clandestina e criminalità, ovvero due elementi principe della genesi del Tony Montana di Scarface, immigrato cubano e delinquente.

D’altronde lo stesso Scarface di De Palma era un remake di un film anni 30 e lo stesso Tony da italoamericano era diventato cubano per l’appunto. Quindi perché non rendere contemporanea questa storia, ancora una volta?

Il remake di Scarface è in cantiere da tempo alla Universal ma la ricerca di un regista si sta rivelando più complessa del previsto. In passato si erano avvicinati al progetto grandi nomi come  Antoine Fuqua (The Equalizer, Torque – Circuiti di fuoco), il regista cileno Pablo Larrain (Jackie, No, Tony Manero) e persino David Yates (Hary Potter) ma all’ultimo si erano tutti tirati indietro. Ultimamente sembrava ufficiale la scelta di David Ayer regista di Fury e Suicide Squad, il quale si sarebbe occupato anche della sceneggiatura.

L’idea di Ayer era quella di spostare la storia di Scarface da Miami a Los Angeles  ma a parte questo non sono trapelati altri dettagli. Tuttavia la sua sceneggiatura è stata rifiutata e le due parti si sono congedate dopo che la Universal ha ritenuto il tono del racconto troppo dark. Addirittura? Ma stiamo sempre parlando della storia di un violento criminale, misogino e amante della cocaina, in che modo si potrebbe alleggerire una base già così tosta? I casi sono due, o la Universal vuole trasformare la storia in modo che sia digeribile per tutta la famiglia, molto improbabile, oppure Ayer aveva scritto qualcosa di veramente troppo forte. Insomma, roba che la famosa scena della motosega nella doccia dell’originale 1983 era nulla a confronto.

Diego Luna rimane comunque a bordo del progetto, nei panni di Tony, e  la Universal ha confermato che intende far uscire il film entro agosto 2018. Un’altra sceneggiatura sarebbe pronta già da febbraio, scritta niente popo di meno che dai fratelli Coen, Peter Berg e il regista di Hell or High Water, recentemente candidato agli Oscar David Mackenzie (che ricada proprio su quest’ultimo infine la scelta della Universal?) ma risulta parcheggiata in attesa di trovare qualcosa di meglio.

Non preoccupatevi per Ayer però, il ragazzo è pieno di ingaggi. Sta ultimando la post produzione del fantasy thriller prodotto da Netflix Bright con Will Smith e Joel Edgerton, dovrebbe dirigere e scrivere lo spin off della DC Gotham City Sirens in cui Margot Robbie riprenderà il ruolo di Harley Quinn. Non dirigerà invece il seguito del flop Suicide Squad, affidato a Jaume Collet-Serra.


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