Genova e i falsi Modigliani il giallo artistico dell’estate è servito

Modì e i suoi falsi a voi qualcosa di vero

ModiglianiPresunti falsi Modigliani sequestrati dalla Procura della Repubblica di Genova da Palazzo Ducale, a tre giorni dalla chiusura della mostra, tra le più vistate del 2016, che voleva celebrare uno dei più imitati artisti moderni. E il giallo dell’estate è servito, adesso è confronto tra esperti e sfida a suon di comunicati. Chi era in buona fede e chi no? Chi è stato danneggiato? Chi beffato? C’era qualcuno che sapeva e che non ha voluto vedere?

Prima di addentrarci nei meandri di una storia che si delinea alquanto complessa, ricostruiamo brevemente i fatti.

14 luglio 2017: le agenzie battono la notizia che dopo le indagini dei Carabinieri del Nucleo Tutela del patrimonio artistico, su disposizione della Procura della Repubblica di Genova sono state sequestrate, affidandone la custodia giudiziale allo stesso Palazzo Ducale, 21 opere della mostra “ Modigliani ”, in allestimento nel museo genovese fino a domenica 16. Nell’inchiesta figurano anche tre indagati, tra cui il curatore della mostra: Rudy Chiappini, un nome autorevole, che per oltre 20 anni è stato direttore del Museo d’ Arte di Lugano e che vive in Svizzera. Falso di opere d’arte, truffa e ricettazione i reati che potrebbero essergli contestati.

Palazzo Ducale prende subito le distanze, conferma piena fiducia nella magistratura, si dichiara parte lesa e rimarca come la mostra sia stata organizzata dalla società Mondomostre – Skira, un partner di rilievo internazionale con cui da anni è in corso una collaborazione che ha già portato all’organizzazione di importanti mostre a partire da “Frida Kahlo”  e “Da Van Gogh a Picasso. Capolavori dal Museo di Detroit”. Viene confermata la “piena fiducia” al presidente. Per rispetto del pubblico, la mostra anticipa la chiusura di tre giorni.

La decisone della Procura della Repubblica, pone il primo punto fermo su una vicenda partita a maggio, quando la  denuncia giunge alle autorità attraverso due storici dell’opera di Modigliani : Carlo Pepi e Marc Restellini. Il primo, fondatore della Casa Natale Modigliani e collaboratore degli Archivi Legali Modigliani fu l’unico esperto d’arte che, 33 anni fa, i tempi delle sculture ritrovate nel Fosso di Livorno, non si lasciò ingannare riconoscendone subito la falsità. Marc Restellini, francese, è internazionalmente riconosciuto tra i massimi esperti dell’opera di Modì, del quale sta realizzando, ormai da 20 anni, il catalogo ragionato delle opere.

 Restellini scrisse, confortando le affermazioni di Pepi: “Questa mostra è dubbia e ho dovuto segnalare questa situazione alle autorità italiane non appena ho visto il contenuto. L’Istituto conosce queste opere, si tratta di falsi, disponiamo di tutta la documentazione e prove scientifiche per confermarlo. Si tratta di falsi noti per almeno un terzo dei dipinti esposti“.

Siamo ai primi di giugno, i curatori della mostra indicono una conferenza stampa nella quale confermano la bontà delle loro scelte e spiegano d’aver consegnato alla Procura un dossier di 90 pagine. Riprendiamo dall’Ansa: «Le opere della mostra su Modigliani a Palazzo Ducale di Genova “sono tutte di sicura attribuzione“.

Lo hanno detto i curatori Rudy Chiappini e Stefano Zuffi respingendo i dubbi sollevati dallo studioso Marc Restellini e dal collezionista Carlo Pepi che hanno portato la Procura di Genova ad indagare. “Abbiamo fatto scelte prudenziali – ha detto Chiappini -. Non abbiamo portato nuove attribuzioni, ci sono giunte segnalazioni di opere inedite, ma non abbiamo ceduto alla lusinga di presentare nuove opere. Abbiamo puntato su opere presenti in cataloghi ragionati e grandi mostre con expertise che le accompagnavano“. Sulle critiche legate al fatto che sono esposte opere di Kisling, senza chiarirlo, Zuffi ha spiegato: “Le abbiamo messe in una sezione con un colore diverso dal resto della mostra“. E il presidente di Mondomostra Skira, Vitta Zellman: “Abbiamo organizzato cinque mostre su Modigliani. Ci siamo affidati ai pareri della comunità museale”».

Modigliani

Restellini però insiste e in risposta agli organizzatori emette un comunicato di fuoco definendo le dichiarazioni degli organizzatori “un vero e proprio carnevale di verità”. Intanto conferma d’aver “informato le autorità italiane sulla base di indicazioni scientifiche che dimostrano elementi di prova relativi alle contraffazioni”. Inoltre: “[…] Nessuna di queste opere ha alcuna traccia documentale credibile, seria e antica. E quando ne hanno, si tratta di documentazione molto probabilmente falsificata” e ancora, rivolgendosi agli organizzatori: “Non possono, a cominciare dal commissario dell’esposizione e dal suo editore, far finta di non saperlo”. Restellini annuncia infine, che metterà in atto “un servizio presso l’istituto Restellini che denuncerà qualsiasi istituzione o individuo che si rendesse complice dell’esposizione e della diffusione di falsi Modigliani ”.

E’ dopo questi botta e riposta che la Procura di Genova, chiamata a fare chiarezza, nomina un consulente in Isabella Quattrocchi; nei giorni precedenti i Carabinieri avevano nominato una propria esperta, Mariastella Margozzi, della Galleria d’arte moderna di Roma, nonché ex direttrice del Museo Boncompagni Ludovisi che aveva confermato le tesi di Pepi sulla falsità di alcune opere. La relazione è stata consegnata ai pm genovesi, quindi l’incarico a Quattrocchi, della cui relazione non è trapelato ancora nulla. La professoressa Quattrocchi è salita alle cronache aver scoperto che circa un terzo dei quadri sequestrati a Massimo Carminati, nell’ambito di Mafia Capitale, erano falsi. I carabinieri  avevano trovato in casa del faccendiere dei suoi familiari un tesoro di 94 opere, con alcuni Guttuso, Warhol e Mirò. Intanto anche il Comune di Livorno ( città natale di Modigliani ) interviene, con la lettere che l’assessore livornese alla Cultura, Francesco Belais, scrive ai vertici di Palazzo Ducale nel giorno in cui si festeggia il compleanno dell’artista (12 luglio): “Rivogliamo le nostre opere, che non meritano di essere accostate a lavori tanto controversi”.

QUALI SONO I FALSI MODIGLIANI ?

Le opere segnalate come  false da Pepi sono 13 almeno sette delle quali in maniera “plateale”: ‘Cariatide rossa/Gli sposi’, ‘Ritratto di Chaim Soutine’, ‘Nudo disteso (Ritratto di Celine Howard)’, ‘Testa di donna-Ritratto di Hanka Zborowska’, ‘Ritratto femminile’, ‘Ritratto di Maria’ e il disegno ‘Ritratto di Moise Kisling’. False, secondo l’esperto Marc Ottavi, sarebbero poi 4 dipinti presentati in mostra come opere di Kisling o Kisling – Modigliani . Ottavi è il massimo esperto di Kisling. Le opere sequestrate sono complessivamente 21, ufficialmente per “accertamenti”.

E’ certo che la telenovela continuerà a lungo, d’altronde la vicenda giudiziaria è appena agli inizi. La stessa indagine non è ancora conclusa, né il fatto che vi siano degli indagati presuppone una loro colpevolezza.


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