Temi ambientali : la coscienza dei cittadini contro l’immobilismo della politica

Fermarsi per riflettere non significa perdere tempo ma anticiparlo

Temi ambientaliI temi ambientali . Mezza Italia è in fiamme, bruciano boschi e coltivazioni pregiate, muoiono bestie. Un’emergenza di questa portata non s’era mai verificata, a memoria d’uomo, sotto gli azzurri cieli del Bel Paese. Intanto, nell’Antartide un iceberg grande quanto la Liguria intera, s’è staccato dalla piattaforma di ghiaccio Larsen C, lungo la costa orientale della penisola  andandosene alla deriva nell’oceano. Effetto dei cambiamenti climatici, dicono gli esperti, di quel surriscaldamento del pianeta provocato dall’uomo e che molte catastrofi, prevedibilmente, ci porterà in un futuro neppure troppo lontano.

E a proposito di mano umana, in questa era cosiddetta dell’antropocene, altri studiosi proprio in questi giorni ci avvisano: è in atto un’estinzione di massa, la sesta che la scienza abbia identificato. Quella di 60 milioni d’anni fa, che portò alla scomparsa dei dinosauri l’aveva provocata un meteorite e fu repentina, questa è più lenta, ma inesorabile. Gli scienziati di Stanford e dell’università del Messico che hanno lanciato l’allarme, con un linguaggio tanto forte quanto insolito per la comunità scientifica, l’hanno definito “annichilimento biologico”.

Vuol dire che innumerevoli specie selvatiche: leoni, orango, elefanti, pinguini e così via, in ogni continente, diventeranno presto un ricordo.

Diceva Barack Obama qualche tempo fa, quando era ancora presidente degli Stati Uniti, che tema più importante dell’ambiente e in particolare del riscaldamento globale, non c’è. Il presidente intendeva dire che non c’è crisi economica, non c’è fenomeno terroristico che possa paragonarsi all’impatto disastroso che il “global warming” potrebbe avere sulla sopravvivenza delle generazioni future. Oggi alla Casa Bianca c’è un negazionista, l’uomo che va fiero del disimpegno degli Usa dal pur blando accordo di Parigi sull’ambiente.

AMBIENTALISTI OBBLIGATI

Diciamocelo chiaramente, gli ambientalisti, in linea di massima, ci piacciono poco. Pur apprezzandone i buoni propositi, troppo spesso li identifichiamo come degli snob, e più che semplici mangiatori di cibi integrali, li vediamo come degli integralisti. Probabilmente se fossimo tutti ambientalisti – ovvero se tutti facessimo attenzione ai temi green – non avremmo bisogno di ambientalisti di professione.

Verdi a parole lo siamo tutti, più o meno, e questo è già un bene; ma la domanda da porci seriamente, è a cosa siamo disposti a rinunciare per salvare il pianeta. Se siamo disposti a cambiare i nostri stili di vita a 360 gradi, dalla mobilità all’alimentazione, dai consumi e, non da ultime, le scelte politiche. Una domanda a questo punto è d’obbligo: saremo disposti a votare per un primo ministro che ponesse al primo piano i temi dell’ambiente? Uno che costruisse il suo programma sulla terra, sull’aria, sull’acqua. Che parlasse di sicurezza idrogeologica non in termini vaghi, e  di agricoltura e di energia sostenibile come delle priorità assolute. Avrebbe questo candidato il nostro voto?

Non ponetevi il problema, questo candidato non c’è  e, finché non saremo noi a volerlo, non arriverà. Non è la politica infatti a dettare gli indirizzi ma sono due cose: una è il Temi ambientali, e questo discorso non è quello che affronteremo qui, e l’altra cosa siamo noi, ovvero l’umore, l’interesse o la “coscienzapopolare (o le paure). Se dal basso, per voler usare termini un tantino obsoleti, giungono spinte sufficientemente forti, la politica è costretta a tenerne conto.

Non sempre lo farà per sincera convinzione, spesso sarà il calcolo elettorale a prevalere, o la promessa vana. Ma è qui che dovrebbe intervenire una ritrovata maturità dei cittadini a farsi parte attiva. Impossibile? L’alternativa è continuare a ballare, mentre il Titanic va…


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