Ermal Meta riflessioni e confessioni dopo un concerto

A Verbania in confessionale con la nostra Antonella Durazzo

Ermal MetaErmal Meta, 36 anni trascorsi tra lAlbania, Bari e Milano e una carriera in piena espansione, dopo che a Sanremo ha conquistato critica e pubblico con quel “Vietato morire” che l’ha lanciato nelle sfere della popolarità vera come nuova stella del cantautorato italiano: aria romantica e un po’ maledetta, profondità, sensibilità, voce strepitosa, seducente come pochi, ma con una nonchalance che quasi sembra timidezza.

Nuova stella Ermal Meta, ma novellino no, dopo gli anni passati a suonare nei club e per piazze con “La Fame di Camilla” e, soprattutto, come autore di brani scritti per altri: Fiorella Mannoia, Francesco Renga, Marco Mengoni, Patty Pravo e ci fermiamo qui in un elenco che potrebbe andare ben oltre. 

Ermal Meta ha cantato per circa due ore, ha saltato e ballato, parlato il minimo indispensabile, ma abbastanza per non apparire distaccato al suo pubblico; si è concesso anche un’autentica caduta sul palco mettendo un piede fallo, emulo di un Morandi da lui stesso evocato, ma in un scivolata senza alcuna conseguenza. Lo abbiamo incontrato dopo il concerto tenuto a Verbania l’11 luglio, tappa di quel “Vietato morire tour” che sino ad ottobre lo porterà in giro per l’Italia e poi…ne parleremo dopo.

E’ passata un’ora circa dalla fine del concerto, Ermal Meta dopo la doccia di rito ha avuto modo di riprendere fiato da una fatica che è fisica e mentale assieme. Fuori all’arena, i gruppetti delle fan in arrivo da mezza Italia ne aspettano l’uscita per un autografo, un saluto, un selfie. Molte di queste donne (età dai 16 ai 50 anni) lo hanno già conosciuto personalmente, sono le fedelissime che lo seguono in ogni tappa del tour con una sorta di folle stoicismo; e poi ci sono le ragazze con l’aquila di Albania disegnata sulla maglietta, sorridenti e fiere a quel motivo d’orgoglio che s’è fatto musica.

Ermal Meta si siede in camerino, si prepara una sigaretta con del tabacco Pueblo, chiede un accendino…

Ma tu fumi?

Bè… sì

E come fai con la voce?

Credo che alla voce faccia bene (ma non ne sembra convinto ndr.), comunque fumo poco, pochissimo.

Ok, allora cominciamo sul serio. C’è una domanda urgente e riguarda Vietato Morire. Nell’Italia dei femminicidi, sei stato il solo a dare voce ad una condizione pesantissima, non conosco una donna una che non apprezzi questa canzone, sembri diventato il paladino di una causa, ti fa piacere?

Non volevo essere la voce di un fenomeno, più semplicemente volevo dare un messaggio di disobbedienza verso certe condizioni. Se sono stato l’unico a farlo non vuol dire però che sia il migliore…

E’ un testo importante…

E’ importante non parlare solo di banalità. A volte la vita è orribile ed è giusto che la musica leggera se ne occupi, anzi proprio perché è leggera può andare ancora di più in profondità.

Sul palco ti dai molto, cosa ti restituisce il suonare dal vivo?

Non conosco un modo di darsi se non tanto, altrimenti è solo calcolo. Chi è lì e segue quello che stai facendo ti dà tutto, e tu devi rendere altrimenti sarebbe appropriazione indebita.

E dopo il concerto?

Dopo avverti una soddisfacente e soddisfatta stanchezza fisica. E’ una bella sensazione, d’altronde sono uno che ama il lavoro fisico, manuale

A proposito di lavoro, oltre al tour lavori ad altro in questo periodo?

Sto scrivendo, mettendo assieme un progetto che prenderà forma l’anno prossimo; ma fino a ottobre c’è il tour, poi potrò dedicarmi al nuovo disco; ho un’idea di fondo, qualcosa di molto particolare che ovviamente non svelerò

Tornerai a Sanremo?

A Sanremo sono stato appena l’altro ieri. E’ stato importantissimo ma non credo che ci tornerò l’anno prossimo, non vedo una mia partecipazione, poi chissà tutto può accadere

Arrivi da mesi importanti, il successo, anzi i successi a Sanremo, visto che la cover di “Amara terra mia” ti ha portato molte soddisfazioni; poi l’album, e il tour…

Sì, è andato tutto bene. Ora bisogna investire tutto questo nell’emotività, nell’energia che si trasforma in musica

Anche dal vivo

Certo, non a caso stiamo lavorando per una decina date in Europa a novembre e un paio negli States, vedremo

Torniamo alla fase creativa, ti ho sentito raccontare com’è nata “Piccola anima”, se non erro, l’ispirazione è arrivata semplicemente guardando una ragazza lungo una strada, in una notte milanese. Come nascono le tue canzoni?

Nascono in mille modi diversi, non c’è una formula ed è proprio questo il bello. Qualche sera fa è nata una canzone mentre ero a cena con amici, si parlava del più e del meno, era una serata tranquilla… e io vi ho scritto la colonna sonora. La verità è che ogni canzone ha la sua genesi, sono tutte nascite diverse

Le tue canzoni sono state cantate da interpreti importanti e bravi, eppure quando le esegui tu acquistano un sapore altro, migliorano per molti versi. Un po’ come le canzoni di Battisti, che come le cantava lui, nessuno, neanche Mina 

E’ un paragone troppo grande, Battisti era un interprete insuperabile nelle sue imperfezioni

Ti piacciono le imperfezioni?

Se mi piacciono? Una montagna si scala solo grazie alle imperfezioni della roccia, ai gradini, agli spuntoni, la parete completamente liscia non ti porterà mai in alto.      

 

Guarda le foto…             


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