Il Cinema in Cina , comanda la dittatura

Per legge, prima di qualsiasi film, dovrà essere mostrato un video messaggio di propaganda

CinaIl cinema in Cina sta diventando un businness sempre più importante. Se un grande film di Hollywood vuole davvero andare bene al botteghino, ora non basta più che in America faccia il botto, serve anche il pubblico della Repubblica Popolare cinese. Gli Studios si stanno adattando; nascono sempre più joint venture con studios cinesi, molte star locali vengono ingaggiate per un piccolo-medio ruolo in modo da avere poi la spinta sul mercato asiatico, alcune produzioni USA decidono addirittura di creare la prima in assoluto internazionale in Cina e non in casa ed infine molti film di cassetta devono stare attenti a cosa possono mettere, se sia poi gradito dalla cultura cinese (basti pensare all’ultimo Ghostbusters, flop epocale anche perché in Cina non è stato fatto uscire, in quanto i fantasmi sono un tema molto delicato per la loro cultura).

Insomma, quando un tuo film viene proiettato in Cina, ha il potenziale di essere visto da un pubblico smisuratamente vasto. Quindi come mezzo di propaganda ha un potere molto grande. Lo sa bene il governo cinese che ha deciso di imporre un piccolo “prezzo” da pagare agli spettatori. Con i loro pop corn adesso si beccheranno anche una bella dose di propaganda!

A partire dal 1 luglio, prima di ogni film verrà mostrato uno dei quatto filmati di propaganda prima di ogni film su territorio nazionale” così recita il decreto. Che piaccia o meno al pubblico, aggiungiamo noi.

Tre minuti di video in cui vengono ricordati tutti i pregi del grande partito comunista e perché è ancora il numero uno al mondo. Per indorare la pillola il governo ha deciso di far partecipare star del calibro di Jackie Chan, Fan Bingbing, Donny Yen e Angelababy , tutti intenti a leggere frasi di Mao o a parlare di quanto sia bella questa dittatura.

A nulla sono valse le richieste di spiegazioni da parte dei manager dei cinema, mentre il pubblico ha reagito negativamente, criticando la scelta o presentandosi in sala volutamente  in ritardo per evitare il video.

A quando un film interamente propagandistico pagato dal locale Min.Cul.Pop? Ah già, li hanno sempre fatti.


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