Hebron è un bene d’Umanità ma palestinese

Vienna entra nella lista del patrimonio in pericolo mentre per Venezia la decisone è differita.

HebronL’Unesco ha detto sì alla Palestina votando favorevolmente la risoluzione che fa della Tomba dei Patriarchi nella Città Vecchia di Hebron, in Cisgiordania, un sito del Patrimonio Mondiale palestinese. L’organizzazione culturale dell’Onu, riunita a Cracovia per l’assemblea annuale, ha esaminato la mozione, avanzata dall’Autorità nazionale palestinese (Anp), che definisce il luogo come «islamico». Per la seconda volta in una settimana, nei giorni scorsi c’è stato il voto favorevole per Gerusalemme vecchia, le decisioni dell’Unesco vanno a contrastare gli interessi di Israele, dove sempre secondo  fonti israeliane l’Anp sostiene che il sito «è in pericolo di distruzione da parte della forza occupante». La Tomba dei Patriarchi è il secondo luogo santo dell’ebraismo, essendo il sepolcro di Abramo, Isacco e Giacobbe.

La Tomba però è luogo di devozione anche per i musulmani per i quali è il ‘Santuario di Abramo’ o la ‘Moschea di Abramo’. Il ministero degli Esteri israeliano definisce una “sozzura morale” la decisione dell’Unesco poiché va a negare la storia ebraica della città cisgiordana, da qui le accuse di “antisemitismo” all’Unesco da parte di altri esponenti politici di spicco dello stato israeliano.

C’è da dire che un altro precedente, ancora più di peso, ha posto in contrasto l’organizzazione Onu per l’educazione, la scienza e la cultura ad Israele, era il 2011 e la conferenza generale aveva votato favorevolmente all’ingresso della Palestina come stato membro dell’Unesco, in assenza del riconoscimento dello stato palestinese da parte degli organismi internazionali. Cosa che già aveva fatto gridare gli israeliani allo scandalo.

Ma veniamo ad un’altra questione destinata a sollevare il dibattito, ed è l’inserimento del centro storico di Vienna nell’elenco del patrimonio mondiale a rischio, un brutto riconoscimento, che pone la capitale austriaca allo stesso livello di luoghi minacciati dalla guerra. Il Comitato per il Patrimonio Mondiale ha preso questa decisione a causa dei progetti per la realizzazione di alcuni grattacieli nel bel mezzo della capitale austriaca.

Nella sua decisione, il Comitatosi rammarica del fatto che il progetto Ice-Skating Club – Intercontinental Hotel di Vienna non riesca a rispettare pienamente le decisioni del Comitato precedente, in particolare per quanto riguarda l’altezza delle nuove costruzioni, che avrà un impatto negativo sul valore universale eccezionale del sito”.

Vienna si è sviluppata dai primi insediamenti celtici e romani in una città medievale e barocca per diventare quindi la magnifica capitale dell’impero austro-ungarico.  Il centro storico è ricco di ensemble architettonici, tra cui castelli e giardini barocchi, nonché la Ringstrasse, del XIX secolo. Il sito è stato inserito nell’elenco del patrimonio mondiale nel 2001.

Il Comitato per il patrimonio mondiale resterà riunito fino al 10 luglio e chissà che non sortiscano nei prossimi giorni, altre notizie clamorose. Per quanto concerne l’Italia, il temuto inserimento di Venezia e della sua laguna nella lista del patrimonio in pericolo, al momento è scongiurato, ma la decisone è differita al 2018. Per il momento l’Unesco ha preso atto dei progressi già realizzati e, “riconoscendo la complessità delle tematiche inerenti lo stato di conservazione del sito, conferma la necessità di disporre di tempi adeguati per verificare tecnicamente le soluzioni già individuate e in corso di definizione”. Tra le criticità, il passaggio e la sosta delle gigantesche navi da crociera in laguna e per l’assedio dei milioni di turisti.


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