Una particella nuova finalmente si svela per scoprire meglio l’universo

L’annuncio è arrivato da Venezia nel corso della Conferenza sulla Fisica delle Alte Energie

 particellaLa chiamano Xi, in realtà il nome completo è Ξcc++ (Xicc++), ed è l’ultima, sfuggente particella, scovata dai recessi dell’invisibile dall’acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Della sua esistenza i fisici teorici sapevano da tempo, ma nonostante anni di ricerca Xi si è sempre “nascosta”,  il suo palesarsi apre una porta verso la comprensione dell’interazione forte (chiamata anche forza nucleare forte o forza cromatica), che è una delle quattro interazioni fondamentali conosciute. Una delle quattro forze fondamentali della natura, per essere chiari, e tra loro la più potente, perché tiene assieme il nucleo degli atomi. Il suo valore è circa 100 volte quello della forza elettromagnetica, circa 105 maggiore della forza debole e 10 alla 39ma volte quello della gravità.

L’annuncio della scoperta della particella, è arrivato oggi da Venezia, nel corso di EPS – Conferenza sulla Fisica delle Alte Energie, ed è in via di pubblicazione sulla rivista Physical Review Letters.

Per quanto comunicato dal Cern, Xi appartiene alla famiglia dei barioni, ed ha la particolarità di contenere due quark. La massa della nuova particella è identificata in circa 3621 MeV, quasi quattro volte quella del protone (barione più noto). Questa è la prima volta che una tale particella viene rilevata ambigua.

Praticamente tutta la materia che ci circonda è fatta di barioni, particelle comuni composte da tre quark; i barioni più noti sono i protoni e i neutroni. Ma ci sono sei tipi di quark, e in teoria, molte combinazioni differenti potrebbero formare altri tipi di barioni. Finora, i barioni osservati erano tutti composti al massimo da un quark pesante.

Aver trovato un nuovo barione contenente due quark pesanti, è di grande interesse perché ci fornisce uno strumento eccezionale per sondare ulteriormente la Cromodinamica quantistica (QCD), e cioè la teoria che descrive l’interazione forte – dice Giovanni Passaleva, portavoce del team LHCb – . Queste particelle ci aiutano quindi a migliorare la capacità predittiva delle nostre teorie“.

In definitiva Xi forse potrà spiegarci come funziona il “collante” che tiene assieme la materia. E per quanto possano essere sfuggenti certi concetti a chi non è abituato al linguaggio scientifico, e tantomeno ai complessi meccanismi sondati dalle teorie fisiche, queste scoperte sortiscono un indubbio fascino; ci dicono che aggiungiamo, particella dopo particella, una piccola tessera a quella comprensione dell’universo cui l’uomo ha sempre ambito, da quando i primi filosofi cominciarono a interrogarsi sulle questioni fondamentali.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .