La Pop Art tinge di colori l’estate di Mestre

Dal 15 luglio al 5 novembre presso il Centro Culturale Candiani

Pop ArtAl Centro Culturale Candiani, a Mestre,  dal 15 luglio al 5 novembre, la Fondazione Musei Civici di Venezia propone la mostra “Attorno alla Pop Art nella Sonnabend Collection”, terzo appuntamento di ‘Cortocircuito. Dialogo tra i secoli’. Si tratta di un progetto che valorizza lo straordinario patrimonio custodito nei Musei Civici veneziani. Con la direzione scientifica di Gabriella Belli e la cura di Antonio Homem, l’esposizione propone quaranta opere iconiche degli straordinari anni ’60 in America, tutti capolavori provenienti dalla Collezione Sonnabend che dal 2012 è in deposito a lungo termine alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.

La collezione di Ileana Sonnabend è un vero tesoro del contemporaneo, al suo interno i nomi di grandi protagonisti della Pop Art del ‘900, come Andy Warhol, Richard Serra, Jeff Koons, ma anche Jim Dine, Roy Lichtenstein, Dan Flavin, Donald Judd, Tom Wesselmann.

Nata a Bucarest nel 1914 Ileana Sonnabend era la figlia di un imprenditore di successo, consigliere finanziario del re Carol II di Romania. E’ stata, per molti anni, sposata con Leo Castelli, che incontrò a Bucarest nel 1932 e sposò poco dopo. La magnifica coppia dell’arte contemporanea nel 1935 si trasferì a Parigi, poi, con gli eventi bellici, si trasferirono nel 1941 a New York.

Nel 1957 Ileana apre la sua prima galleria d’arte a New York, dove espone opere di Piet Mondrian , Jackson Pollock, Jasper Johns, Robert Rauschenberg. Da questo luogo privilegiato, assieme al marito Leo Castelli promuove nuove tendenze artistiche come l’arte Neo – Dada e la Pop Art , mostra opere di Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Claes Oldenburg e James Rosenquist, intanto progetta una galleria d’arte contemporanea a Parigi, che apre nei primi anni 1960.  Dieci anni dopo la ritroviamo a New York dove apre la galleria Sonnabend, al 420 West Broadway, a SoHo, continuando a coltivare l’abitudine di promuovere nuove forme di arte. Siamo al tempo del minimalismo, dell’arte povera, dell’arte concettuale, della performance, della Transavanguardia, del Neo – Espressionismo tra l’altro.

Alla fine degli anni ‘90, la galleria si trasferisce al Chelsea e continua ad essere attiva fino alla morte di Ileana, nel 2007. Alcuni lavori della Sonnabend Collection vennero scambiati in due aste che raggiunsero i 600 milioni di euro. Il New York Times scrisse che si trattava della più grande vendita privata di arte di sempre.

Nel corso di una carriera durata mezzo secolo, questa ebrea rumena nella sua lunga vita ha contribuito a plasmare il corso dell’arte del dopoguerra sia in Europa e sia nel Nord America, scoprendo, e soprattutto difendendo, alcuni degli artisti più significativi del suo tempo. Rinomata per il suo ruolo di ambasciatore nel portare la nuova arte attraverso l’Atlantico, è riconosciuto universalmente il ruolo determinante di Ileana Sonnabend nell’introduzione della Pop Art e del Minimalismo americano in Europa e dell’Arte povera italiana negli Stati Uniti.

Solo un’altra donna, Peggy Guggenheim, ha mostrato nell’individuare tendenze e genialità ancora inespresse un intuito pari a quello di Ileana Sonnabend. Quando si dice talento, e le due, a capire le cose prima degli altri avevano una disposizione straordinaria, ai confini della preveggenza. E qui ci correggiamo poiché la cosa va intesa in senso assoluto, non ne va fatta, insomma, una questione di genere, ma di scelte, di fiuto, di coraggio. Possiamo dire allora che Peggy e Ileana, non sono state solo le due donne più in gamba del mondo dell’arte ma sono state “i collezionisti” più talentuosi del ‘900.

La mostra

Non poteva essere diversamente: sarà il ritratto di Ileana Sonnabend fattole da Andy Warhol ad aprire il percorso. Un intrigante confronto tra la dissacrante, ironica, caustica ma anche “lievePop Art americana e il maggiore concettualismo degli artisti che in Italia e in Europa esplodevano proprio negli stessi anni. Questa una delle chiavi di lettura della mostra che si dipana con una sfilata di icone le zuppe Campbell’s di Andy Warhol, l’Hot dog di Roy Lichtenstein, Figure 8 di Jasper Johns, i Combine painting di Robert Rauschenberg e poi opere di Jim Dine, Tom Wesselmann, Claes Oldenburg. Maestri della corrente pop in contorcanto ai loro contemporanei europei: Pistoletto, Arman, Christo, Mario Schifano e, come chiosa, la manifestazione di una lezione che dagli anni ’60 è approdata sino al nuovo millennio, con opere di artisti di una generazione successiva, come Jeff Koons e Haim Steinbach, che alla fonte del linguaggio della Pop Art si sono abbondantemente abbeverati.


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