Monet al Vittoriano. Grandi mostre d’autunno

Il suo giardino, le sue foglie, il suo ponticello giapponese

Monet

Riprendiamo l’appuntamento con la segnalazione delle grandi mostre che in questo autunno si terranno lungo il Bel Paese. Dopo Caravaggio a Milano e Van Gogh a Vicenza approdiamo nella capitale per uno degli appuntamenti destinati a richiamare le “folle”. Aprirà il 19 ottobre al Complesso del Vittoriano (Ala Brasini), una mostra dal titolo essenziale: Monet . Curata da Marianne Mathieu, che è la direttrice aggiunta del Musée Marmottan Monet di Parigi, che custodisce la raccolta più ampia dell’opera di Claude Monet (1840-1926), l’esposizione attraverso sessanta opere, traccia il percorso artistico e umano del padre dell’Impressionismo.

Opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo. A Giverny, a nord di Parigi, l’artista trascorse gli ultimi anni della sua lunga vita, qui la destinazione finale, nel giardino meticolosamente curato che divenne ben più di  una fonte d’ispirazione, con le sue ninfee, i glicini, i salici piangenti, lo stormire delle foglie, i riflessi nell’acqua di quel ponticello giapponese che appare in tante sue opere. Qui, in quella ricerca di un senso profondo che da uomo ormai riappacificato, rintraccerà nelle manifestazioni più effimere della natura. Il padre dell’impressionismo, il più impressionista degli impressionisti, a Giverny dissolve ulteriormente la forma, affidandosi interamente alla luce e al colore, sino a porsi – forse anche favorito da una incipiente cataratta che ne abbaglia la vista – come grande precursore dell’astrattismo informale.

Ma come abbiamo anticipato, la mostra è un percorso che attraversa tutta l’opera di Monet, lungo una carriera che attraversa 60 anni. Una mostra che percorre quindi gli anni gloriosi dell’Impressionismo e va ancora prima, agli anni ’50 dell’800, quando Monet si affaccia nel mondo dell’arte come abile caricaturista. Due decenni dopo, col suo Impression, Soleil levant (1872); il battesimo della corrente artistica che lo porterà ai vertici della notorietà. E allora ecco i paesaggi rurali tanto cari agli Impresisonisti e quelli urbani non meno rappresentati. In mostra ne vedremo di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville. E ancora i ritratti dei figli, e i fiori, tanti fiori perché “Io devo forse ai fiori l’essere diventato pittore”, diceva l’artista dell’eterna primavera.

Nota finale: le prenotazioni on line della mostra, per la quale si prevede un grande successo, sono cominciate da alcuni mesi, anche sul circuito “Tiketone”.


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