Il nuovo Godzilla ha distrutto i cinema italiani – La recensione

Shin Godzilla, nuovo capitolo della saga, è stato nelle sale italiane dal 3 al 5 luglio

GodzillaGodzilla è tornato, viva Godzilla. A distanza di 12 anni dall’ultimo capitolo nipponico, quindi della saga ufficiale, riappare sul grande schermo per terrorizzare le platee di tutto il mondo il mostro per eccellenza. In questa sua lunga assenza sono successe diverse cose. Gli americani per esempio, nel 2014 hanno provato a fare un loro Godzilla, per la regia di Gareth Edwards, capitolo abbastanza lodato da pubblico e critica ma che soprattutto ha dato il la a un universo molto interessante, proseguito con King KongSkull Island e che vedrà quindi nel 2019 uno scontro inevitabile in Godzilla VS King Kong (remake del capitolo anni 60). E’ successo anche che il genere monster, o kaiju eiga, per dirla alla giapponese, ha trovato dei degni successori, come  Pacific Rim, sempre americano. Ed è successa anche una cosa molto spiacevole, il devastante incidente di Fukushima, che ha ricordato purtroppo dal vero la devastazione di cui è capace Godzilla.

Ed è stata proprio questa tragedia immane a fermare la saga per così tanti anni. Pensate che una prima bozza di un nuovo Godzilla era pronta da anni ma in segno di rispetto e per non riportare su schermo scene che purtroppo ricordano la vita quotidiana di molti giapponesi, la produzione si è dovuta fermare per molto tempo. Fino al 2016 quando è finalmente arrivato nei cinema Shin Gojira, portandosi dietro tutto questo clima, sia di rivalsa (del genere a cui appartiene) sia di terrore e distruzione (reali).

Un capitolo che quindi arriva in Italia con il consueto ritardo di mesi e mesi ma che dobbiamo accogliere comunque con stupore, perché il fatto che trovasse anche soli pochi giorni di distribuzione, -come di fatto è successo, il 3-4-5 luglio al cinema-, era visto da tutti i fans e curiosi come un assoluto miraggio.

E invece eccolo qua Shin Gojira, ovvero Nuovo/Dio Godzilla, episodio numero 29 e primo di una nuova era. Infatti per la prima volta dai tempi del primissimo datato 1954, non siamo di fronte a un remake (come avvenne negli anni 80) o a un capitolo successivo, ma siamo di fronte a un autentico reboot.

In una giornata apparentemente come tutte le altre a Tokyo arriva una  mostro gigante non meglio identificato, che comincia a seminare distruzione in città. Mentre il governo si riunisce in cerca di una soluzione al problema, la creatura evolve in continuazione, assumendo forme sempre più letali.

In questo ultimo paragrafo del riassunto della trama sono raccolti i maggiori pregi come i maggiori difetti del film. Partiamo dai pregi. Il nuovo Godzilla non è uno solo ma è trino. Durante la sua rinascita subisce molteplici variazioni che lo portano ad un primo aspetto molto goffo, talvolta ridicolo con quegli occhi spiritati, a uno status intermedio in cui si mostra in una forma inedita, molto più vicina a quella di un serpente, strisciante. Ed infine l’ultima, letale come non mai, un compendio di tutto quello che è stato Godzilla nei precedenti capitoli, dall’alito fiammeggiante, agli spuntoni sulla schiena capaci di caricare tutta la distruttiva potenza atomica e radioattiva.

Quindi il nostro “eroe” è tornato più in forma che mai, gagliardo e impettito come non lo si vedeva da tanto. Un mostro lontanissimo dall’essere amichevole di alcuni capitoli del passato e soprattutto anche lontano dall’aspetto “commerciale” che talvolta si è deciso di dargli , in modo da vendere più gadget e souvenirs. Questo Gojira, forse per reazione al nuovo cugino americano, è brutto, cattivo e spietato. Altro che salvare la terra (dopo averla terrorizzata).

Il nuovo Gojira, sempre frutto delle radiazioni dell’energia nucleare pericolosa e dannosa per l’uomo e la natura, rappresenta il perseverare negli  errori del popolo giapponese. Godzilla nacque 60 anni fa come metafora del disastro dell’atomica, non è un caso che risorga oggi (il titolo internazionale dato al film parla proprio di Resurrezione di Godzilla) proprio dopo il disastro Fukushima. E il film racchiude in se anche una feroce critica non solo alle scelte del Giappone in ambito di ecologia, ma anche al governo e alla mancata prontezza nei soccorsi dopo il disastro nucleare.

Si vede spesso durante la pellicola, come gli impiegati di governo, i vari ministri, gli esperti militari si perdano dietro a chiacchiere su chiacchiere invece di agire concretamente, invece di fermare un mostro che causa migliaia di morti e milioni di dollari di danni. E se questa critica è interessante come è messa in scena, purtroppo è anche uno dei tasti dolenti del film. Si perché il tanto chiacchiericcio appesantisce l’azione, la uccide talvolta.

Insomma il rischio di distrarsi o di annoiarsi è alto. Tanto che ogni apparizione di Godzilla è accolta con giubilo, sia perché lo amiamo, ma soprattutto perché smuove un po’ la storia.

In definitiva è tuttavia un buon capitolo, un buon nuovo inizio. Adesso il 17 novembre uscirà addirittura un ulteriore episodio, nella speranza che stavolta si parli di meno e ci si muova di più.


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