Lady Diana tra mito e realtà a vent’anni dalla tragica morte

Mostre, libri e quant’altro per celebrarne la donna

DianaIl prossimo 31 agosto ricorreranno i venti anni della morte di Lady Diana. Due decenni da quel tragico incidente sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, dove la principessa del Galles perde la vita a soli 36 anni, insieme al suo compagno Dodi al-Fayed. La coppia che è costantemente sotto i riflettori, oggetto perenne delle copertine di mezzo mondo, è ancora una volta “scortata” da una serie di paparazzi e da un giornalista quando la Mercedes sulla quale viaggia si infrange contro il tredicesimo pilastro della galleria. Gli amanti non avranno scampo. Muore Lady D, nasce il mito.

E così, inevitabilmente, in questo scorcio di 2017 si inseguono le commemorazioni, le mostre, i libri, i documentari dedicati a sondare il personaggio e la persona Diana, la donna, il suo carattere e il suo ruolo nell’anacronistica rigidità della monarchia più vecchia del mondo. A ricordarla con una mostra nei mesi scorsi hanno cominciato gli inglesi, in un luogo non casuale: Kensington Palace, i cui cancelli coperti di fiori, venti anni fa, divennero il suo santuario non ufficiale. La mostra attraverso gli abiti di Diana e la “maturazione” del suo stile, ne ripropone la storia da principessa tragica a donna moderna che ha modellato la sua identità.

E’ proprio la sua attenzione per la moda (in mostra ci sono alcuni abiti passati alla storia) a tirarla fuori dal ruolo di vittima e a proporla come una donna indipendente e attiva nel sostenere i suoi obiettivi personali e le sue buone cause. (https://www.hrp.org.uk/kensington-palace/explore/diana-her-fashion-story/)

Anche nel castello di Althorp, che sin dal 1508 è residenza degli Spencer, è allestito un particolare ricordo. Sono  quindici immagini scattate nel 1997 da Mario Testino. Le fotografie di Testino inizialmente scattate per Vanity Fair si sono rivelate gli ultimi ritratti ufficiali della principessa Diana prima della sua morte precoce avvenuta nello stesso anno (http://spencerofalthorp.com/exhibitions/).

Sarà una reggia, in particolare la Reggia della Venaria Reale (Torino) ad ospitare da sabato 8 luglio, la mostra “Lady Diana – Uno spirito libero”. Curata da Giulia Zandonadi e Fabrizio Modina, la mostra nasce come omaggio alle diverse anime di Lady Diana sviluppata attraverso racconti, immagini, riferimenti a giornali o ad avvenimenti e testimonianze. (http://www.lavenaria.it/web/).

Decostruisce il mito per restituire peso alla persona, il libro di Vittorio Sabadin, in uscita il 29 agosto per UtetDiana – Vita e destino ”. Sabadin che è tra i massimi esperti della famiglia reale, già autore delle biografie di Elisabetta II e Carlo principe del Galles, tenta un ritratto inedito della “candela nel vento”, libero dalla mitologia, dagli scandali, dalle foto patinate.

«Amata con trasporto e passione dai suoi sudditi, detestata dalla regina madre, inseguita dalla stampa, tradita e mortificata dal marito, Lady Diana Spencer diventa uno dei simboli della fine del secolo. L’immagine di Diana, complici i mass media, è stata ridotta negli anni alla banalità di un santino: amica di Madre Teresa, fotografata in un campo minato nell’ex-Jugoslavia, attiva in oltre 100 associazioni umanitarie, testimonial delle campagne per la prevenzione sull’AIDS». Ma tra la vittima e la santa, la donna infedele e la sposa bistrattata,  c’è il volto di una donna con tutte le sue contraddizioni, tutta la sua umanità.


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