Montalbano & Co: quando il pubblico s’innamora delle forze dell’ordine

Per un rassicurante Montalbano che ritorna, tanti detective inquietanti ma di successo

MontalbanoLa lettura dell’offerta Rai per l’autunno 2017 ci conforta. Il commissario Salvo Montalbano tornerà nelle forme, gli autori e il cast che conosciamo in due nuovi episodi: “Amore” e “La giostra degli scambi”.

Alla conferma 11milioni (e più) di italiani, tirano un sospiro di sollievo, perché la serie del commissario interpretato da Luca Zingaretti è uno di quei “prodotti” che non inducono a recriminazioni sul pagamento del canone e fanno di più: mettono tutti d’accordo. Lo scorso marzo l’ultimo dei nuovi episodi “Come voleva la prassi” con 11.300.000 di telespettatori e uno share del 44,1% aveva segnato il record d’ogni tempo. “Solo” 10.674.000 spettatori (40,8% di share) aveva raccolto l’episodio precedente “Un covo di vipere”. Questo vuol dire che se Montalbano fosse un partito politico, con le attuali affluenze elettorali supererebbe il 40% dei voti, come la Democrazia Cristiana degli anni ’50.

Ma non faremo la fenomenologia di Montalbano nel tentativo di chiarire il perché di tanto successo. In estrema sintesi la spiegazione è univoca: qualità. E il buono è sempre riconoscibile.

E’ tuttavia innegabile una vecchia affezione del pubblico italiano per gli esponenti delle Forze dell’ordine, soprattutto quelli dotati del carisma della rassicurazione, dal sanguigno Maigret interpretato da Gino Cervi al più freddo tenente Sheridan di Ubaldo Lai. Con le dovute differenze – prima su tutte la questione linguistica – il siciliano Montalbano si pone in questo solco. E’ un uomo rassicurante, è tutto quello che vorremmo fosse un bravo poliziotto: giusto, integro ma non rigido, umano. Anche lui ha dei difetti, ad esempio è goloso, iracondo e non sempre riesce a resistere al fascino femminile, ma questi sono peccati capitali solo per il catechismo, nella realtà si tratta di “nei” che tutti sono disposti a perdonare.

L’ultima stagione di mammaRai, tuttavia, non ci ha solo regalato un Montalbano da primato. Dalle pagine dei libri e dai copioni degli sceneggiatori sono spuntati, e con successo, anche una serie di anti-Montalbano: detective (commissari o ispettori che siano) tutt’altro che “equilibrati” e tranquillizzanti, anzi, per molti versi questi poliziotti riversano nel loro mestiere inquietudini anche profonde. Caso emblematico è la geniale ma depressa ispettrice Valeria Ferro (Miriam Leone) che in una Torino senza colore trascina il suo complicato dramma personale risolvendo un caso a puntata. La serie “Non uccidere”, tutt’ora in onda è stata comunque tra le rivelazioni dell’anno. Dall’altro capo, non per successo ma per carattere, troviamo invece il paradigma dell’imbecillità, l’ispettore Coliandro, che è troppo stupido per deprimersi e troppo tronfio per rendersi conto di avere la soluzione del caso sotto il naso. Il personaggio, uscito dalla penna di Carlo Lucarelli e plasmato dalla regia dei Manetti Bros e dall’interpretazione brillante di Giampaolo Morelli, l’anno scorso ha mantenuto una media di 3 milioni di telespettatori, che per Rai Due è un ottimo risultato, tant’è che per l’autunno è annunciato “L’ Ispettore Coliandro – Il Ritorno”. Aspettiamo, anche con impazienza, questo “fumetto” comedy.  

Se Coliandro non rassicura, ma almeno non ha un passato oscuro dal quale fuggire, altri due campioni della passata stagione: l’ispettore Lojacono de “I bastardi di Pizzofalcone”, alias Alessandro Gassman, e il Rocco Schiavone di Marco Giallini sono approdati sul piccolo schermo trascinando con sé, il pesante carico di drammi coi quali gli autori letterari, rispettivamente Maurizio De Giovanni e Antonio Manzini, hanno voluto connotarli. Se Lojacono sfugge da un’infamante accusa di aver favorito la mafia durante il suo servizio in Sicilia; Schiavone, grande fumatore d’erba, non sfugge neppure più: la sua vita sbagliata lo insegue ovunque, sino nel “profondoNord di Aosta. Integro il loro fascino che non a caso, ha portato su Rai 1 intorno ai 7milioni a puntata per i “Bastardi” e, sua Rai 2, i circa 3.5 milioni per “Schiavone”. Per chi ha amato questi personaggi, il ritorno è ben più di una possibilità.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .