La clausola rescissoria è ormai di moda nel calcio

Vizi e virtù di un calcio anomalo

clausola rescissoria

La scorsa stagione la Juventus ha acquistato due campioni come Higuain dal Napoli e Pjanic dalla Roma sfruttando una forma giuridica chiamata clausola rescissoria . E questa stessa formula condiziona anche i contratti di altri fuoriclasse come Neymar, Bale,  Messi (Barcellona, 400 milioni), Cristiano Ronaldo (Real Madrid, 1 miliardo di euro).  In Italia, si parla per lo più di Belotti (Torino,100 milioni), Icardi (Inter, 110 milioni), Kalinic  (Fiorentina, 50 milioni). Una specie di taglia (grossa e senza eccezioni) dove se paghi quella somma stabilita porti via il bottino, cioè in questo caso il grande campione.

Due righe di diritto.

In ambito calcistico si parla impropriamente di clausola rescissoria per indicare la possibilità da parte dell’atleta di recedere unilateralmente dal contratto con la propria società di appartenenza, dietro il pagamento di una determinata cifra. In Italia, il dibattito giurisprudenziale sulla natura e l’inquadramento giuridico di tale clausola rescissoria è da sempre aperto. La dottrina si divide sulla sua natura di “multa penitenziale” o di ” clausola risolutiva espressa “, nulla a che fare con l’istituto della rescissione. Nel calcio, in buona sostanza, la clausola rescissoria è una somma di denaro che viene stabilita al momento della stipulazione del contratto tra squadra e calciatore. Se una società offre questa somma, la squadra proprietaria del cartellino, è obbligata ad accettare l’offerta e sarà poi il giocatore a decidere se andarsene o restare.

A chi conviene?

 Da un lato, i presidenti considerano la clausola rescissoria molto positiva perché è una vera e propria tutela del capitale. Per gli allenatori è invece una mancanza di un progetto futuro perché se tutti hanno un costo, tutti risultano cedibili e quindi diventa difficile realizzare miglioramenti nel rendimento della squadra.

Nella vicenda sono entrati prepotentemente poi gli agenti che, ufficialmente, per proteggere i calciatori dei quali curano gli interessi vorrebbero aumentare le clausole esistenti per contemporaneamente far aumentare i compensi e ovviamente guadagnare di più con le percentuali sugli ingaggi.

E per i tifosi?

Nata per blindare il contratto di un giocatore con una cifra fuori mercato, la clausola rescissoria è diventata il modo che agenti e club hanno individuato per fissare il prezzo di un giocatore. L’agente si muove alla ricerca di acquirenti e i tifosi sanno di perdere i propri idoli da un momento all’altro; basta che arrivi una squadra che paghi e addio campione.

In Italia, la Juventus non ha mai sottoscritto un contratto con la clausola rescissoria. Persino nel recente rinnovo del contratto della sua stella, l’argentino Dybala, non sarebbe inserita alcuna clausola rescissoria lasciando dunque alla Juventus il totale controllo sul giocatore. Così Marotta, a.d. juventino: “Chi viene alla Juve viene per restare”.

Ma nel calcio di oggi ciò che conta fortemente, alla fine, è la volontà del calciatore. Se un campione non vuole più giocare in quella squadra è meglio per tutti trovare una soluzione verso altre maglie, altre società, perché lui è il protagonista e l’artista del pallone e come dicevano di Eusebio, la pantera nera portoghese, il giocatore ha la magia nelle sue scarpe e con quella fa sognare i tifosi.


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