Bandiere e le passioni che se ne vanno

Rimane un vuoto nel cuore degli appassionati che ci credono ancora

BandiereC’erano una volta le bandiere… storie d’altri tempi? Paul Claudel diceva: due sono le cose che si possono fare con una bandiera, o sventolarla in alto o stringerla con passione sul proprio cuore. Oggi è ancora così? Nel calcio almeno e non solo lì, direi proprio di no.

Poi ci sono anche le parole di Buffon, il più forte portiere attualmente al mondo, che dice: credo che bandiere o non bandiere bisogna vedere come ci si comporta, perché se uno sta tanti anni in un posto e non dà l’esempio con i comportamenti, magari per altri può essere una bandiera e invece non è così.

Ma le bandiere nel calcio, nello sport in genere, esistono ancora? La risposta per lo più è un secco no.

Oggi il business, obiettivi diversi dello sport o consigli di agenti e procuratori vari, fanno sì che il campione rimanga più legato a tante altre cose che al profumo, all’amore, alla passione, per la propria squadra, per il proprio team, per i propri, magari storici, colori.

Dino Meneghin, una leggenda del nostro basket, aveva capito già a 15 anni il valore delle bandiere quando in Germania a Mannheim in un torneo giovanile, in una delle prime uscite lontane da casa, lui e i suoi compagni furono travolti dall’affetto dei connazionali che erano emigrati per lavoro; ogni volta che giocavano su quel parquet erano attorniati da decine di tricolori e dopo aver vinto il torneo, li accompagnarono al treno sventolando i loro fazzoletti e le loro bandiere.

Avere la passione per quella maglia che indossi, qualunque sia, ti identifica, non solo fuori ma soprattutto te la senti dentro, la senti come una seconda pelle. Ecco perché oggi bisognerebbe avere più rispetto per la maglia che si indossa, per la passione che quei colori trasmettono, per l’inno che si canta sia quello del proprio club che quello della propria nazione.

Le bandiere vanno amate, non importa quanto valgono o se valgono meno del denaro o di interessi più o meno personali; dietro ad ogni bandiera, dietro ad ogni colore c’è la passione e l’amore di tanta gente, c’è l’affetto di tante facce anche sconosciute ma che nel loro animo, nel loro cuore, parlano e si emozionano per i loro campioni, per le loro prodezze, per lo  spettacolo che sanno dare. 

 E sognano passioni, sognano vittorie, sognano traguardi da tenersi dentro e da festeggiare ovunque e con chiunque. Sono tutte queste le emozioni che l’amore verso le bandiere trasmettono. Non fermiamo queste emozioni, non fermiamo le passioni che nascono dentro al cuore dei grandi  tifosi o dei semplici appassionati. L’amore per quella storia fatta di successi e di magre soddisfazioni, quella passione legata ad anni di leggende e di imprese, di splendide gioie e di grandi dolori, meritano rispetto e hanno bisogno di esserci sempre, in ogni sport, in ogni spettacolo.

Amare le proprie bandiere, avere una bella storia magari infinita con la propria passione non è una emozione da perdere ma una identità da conservare e vogliamo credere che anche i grandi campioni che ci sono e che nasceranno capiranno quanto importante e quanto bella sia la parola passione, una parola da ricordare e da tenere sempre dentro al cuore.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .