Addio a Simone Veil prèmiere dame d’Europa

Addio alla prima presidente del Parlamento Europeo

Simone VeilSimone Veil , meglio Simone Jacob, coniugata Veil , aveva 89 anni, e per la Francia – ma non solo – è stata una grande protagonista della politica. Una carriera intensissima e ricca di incarichi di grande prestigio.

Simone Veil , durante l’occupazione nazista, nel 1944 era stata deportata con la famiglia ad Auschwitz. Sopravvissuta con la sorella, furono liberate il 27 gennaio 1945. Simone si era laureata in giurisprudenza, ed era diventata magistrato. Nel 1946 aveva sposato Antoine Veil, dal quale aveva preso il cognome e con cui aveva avuto tre figli.

Simone Veil è stata tra i soci fondatori e presidente onorario della “Fondation pour la Mémoire de la Shoah”, o meglio un’organizzazione non-profit che si occupa della promozione della memoria e degli studi sulla tragedia della Shoah.

Simone Veil aveva lasciato, nel 1974, la magistratura e dopo l’elezione del presidente della Repubblica Valéry Giscard d’Estaing era stata nominata ministro della sanità nel governo di Jacques Chirac e confermata nell’incarico in quello successivo di Raymond Barre.

Nella sua carriera politica Simone Veil ha avuto anche l’incarico di ministro della Famiglia e della Sicurezza Sociale. In quel periodo era riuscita ad ottenere dall’Assemblea Nationale l’approvazione della legge sull’aborto, subendo nel corso di un lungo ed estenuante dibattito attacchi inauditi da parte di deputati più oltranzisti (un parlamentare del centrodestra arriverà a deporre un feto sotto formalina sul banco dei ministri).

Nel 1979, Simone Veil lascia il governo Barre per guidare l’Unione per la Democrazia Francese alle prime elezioni a suffragio universale per il Parlamento Europeo. Alla prima riunione a Strasburgo nel luglio del 1979 è  eletta presidente dell’assemblea rimanendo in carica fino al 1982.

Rieletta al Parlamento Europeo nel 1984, stavolta con la lista unitaria di centro-destra RPR-UDF guidata da lei stessa e da Jacques Chirac (in qualità di leader del RPR), nel marzo 1993 torna alla politica nazionale con gli incarichi di ministro di Stato (carica che viene subito dopo quella del premier), ministro della Sanità, degli Affari Sociali e delle Aree Urbane nel governo di Édouard Balladur. Nel marzo 1998 è nominata membro del Consiglio costituzionale dal presidente del Senato René Monory. Il suo mandato prosegue nove anni, sino al marzo 2007 quando esprime il suo sostegno alla candidatura di Nicolas Sarkozy alla Presidenza della Repubblica. Il 9 aprile 2008 Simone Veil viene designata dal consiglio dei ministri alla presidenza del Comité de réflexion sur le préambule de la Constitution e nell’ottobre 2012 tiene battesimo l’UDI, capeggiata da Jean-Louis Borloo. Il 2 dicembre 2006 riceve la Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza dall’Università degli studi di Cassino. Numerose le onorificenze non solo francesi.

La morte di Simone Veil è stata rimarcata da tutta la classe politica francese. Emmanuel Macron ha presentato le sue condoglianze alla famiglia. “Possa l’esempio di Simone Veil ispirare i nostri compatrioti, che troveranno il meglio della Francia”, ha twittato il capo di stato. Il suo predecessore François Hollande ha detto che Simone Veil aveva “incarnato la dignità, coraggio e giustizia“. “La Francia perde una delle sue grandi menti“, ha aggiunto. Anche Nicolas Sarkozy le ha reso omaggio: “Ho conosciuto Simone Veil, ho ammirato Simone Veil e voglio scrivere di quanto mi è piaciuta Simone Veil, la cui amicizia non mi ha mai deluso”. L’ex presidente Valery Giscard d’Estaing, si dice invece “scioccato“.


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