Salvador Dalì oltre le sue magnifiche opere sembra aver creato anche una figlia

Maria Pilar Abel accende l’estate spagnola

Dalì Una giudice di Madrid ha ordinato l’apertura della tomba di Salvador Dalì . Si deve infatti stabilire tramite un esame del DNA se il grande pittore spagnolo, morto il 24 gennaio 1989, sia il padre biologico di una donna che vive in Catalogna. Maria Pilar Abel, che ora ha 61 anni, aveva chiesto già dal 2007 di essere riconosciuta come la figlia del famoso genio del surrealismo, sepolto nella città natale di Figueres.

Maria Pilar Abel è “praticamente convinta” che la madre e il pittore Dalì avessero avuto una relazione romantica, quando lui viveva a Cadaqués. Come riportato dal quotidiano El Pais «Secondo i documenti presentati al giudice, María Pilar Abel Martinez è nata a Figueres il 1 febbraio 1956 frutto “di un’amicizia che si trasformò in amore segreto” tra il genio catalano e la madre. I due si sarebbero incontrati a Port-Lligat (Cadaqués), dove lei lavorava come dipendente di una famiglia. L’azione legale sostiene che la madre di Pilar gli abbia detto più volte che il padre era il pittore catalano. La prima volta che lo ha sentito, tuttavia, fu dalla nonna paterna, che avrebbe ripetuto: “So che non sei la figlia di mio figlio, ma di un grande pittore, ma ti voglio bene lo stesso”. E in altre occasioni la rimproverava: “Sei strana come tuo padre”. Pilar difende anche la sua somiglianza fisica con il pittore …».

Il servizio di comunicazione dell’alta corte di Giustizia di Madrid  in un comunicato ha precisato che le richieste avranno un seguito e che “lo studio del dna del corpo del pittore è necessario perché non ci sono altri resti organici o personali per il confronto“, intanto la Fondazione Gala-Dalì (che gestisce il patrimonio d’opere dell’artista) ha annunciato ricorso, anche se gli avvocati della donna si dicono certi che questo non influirà sulla riesumazione del cadavere.

L’artista catalano è morto a 84 anni, in un ospedale Figueras, in Catalogna, dopo una vita intensa e alimentata dalla genialità e dalla stravaganza. Sposato con Gala, suo grande amore e complice, Salvador Dalì si fece costruire una seconda tomba accanto a sua moglie nel castello di Pubol a pochi chilometri da Girona, ma lì non è stato mai sepolto. Ricco e disperato, aveva trascorso i suoi ultimi sette anni in quel castello, circondato da una corte di assistenti e segretarie.

Sembrerebbe una storia di disconosciuta paternità come tante: da un lato un uomo ricco e di successo, dall’altro la figlia di una collaboratrice domestica cresciuta con la speranza di potere, un giorno, rientrare in possesso della metà della propria identità e, perchè no, di un po’ (o molto) denaro. Di fatto la riesumazione del corpo dell’artista è uno degli argomenti caldi dell’estate spagnola, dove sono in molti a giurare che per certi “limiti” o “tendenze” è assai improbabile che Dalì possa aver generato. Ma il test del DNA, c’è anche per questo.


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