L’Italia di Zaha Hadid al MAXXI fino al 14 gennaio 2018

Il MAXXI dedica a un anno dalla morte una mostra all’architetto che ha progettato il museo

Zaha Hadid E’ un edificio che si relaziona in modo vivace con i volumi della città. E’ come un Guggenheim srotolato in percorsi di spazio continuo (…) un edificio di cui si parlerà ancora nella storia dell’architettura dei prossimi 50 anni”. Così il 5 novembre del 2010 la giuria del WAF (World Architecture Festival) di Barcellona, motivava il riconoscimento al MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid Architects, come “miglior edificio dell’anno”. Per l’architetta iraniana non era quello il primo riconoscimento, sei anni prima era stata la prima donna vincitrice del Pritzker Pirize, che sarebbe come il Nobel dell’architettura.

Quelle di Zaha Hadid sono una lunga serie di opere disseminate nel mondo, ma ha avuto un rapporto particolarmente intenso con l’Italia e in particolare con quel museo del Flaminio (subito ribattezzato dai romani il Boa argentato). Scrive Woody Yao che il MAXXI “è stato fondamentale per il nostro sviluppo come studio”. L’edificio, il primo realizzato da Zaha Hadid in Italia, che nel 2010 le valse lo Stirling Prize, è “il testamento di un genio che ci ricorda che tutto è possibile, se si ha il coraggio di sfidare le regole e le metodologie correnti”.

La mostra di Zaha Hadid 

Curata da Margherita Guccione (direttore MAXXI Architettura) e Woody Yao (direttore Zaha Hadid Design), la mostra è un percorso tra le opere che Zaha Hadid ha realizzato in Italia: edifici, ma anche design. Un’esplorazione totale dell’arte dell’architetta attraverso i suoi bozzetti, i modelli tridimensionali, le rappresentazioni virtuali, gli studi interdisciplinari, gli oggetti, i video, le immagini. Il tutto rileva uno sforzo sperimentale costante, ma anche l’opera, come dice Guccione, di un’artista “che ha guardato con interesse alla tradizione artistica e architettonica del nostro paese. Le suggestioni dinamiche del barocco romano, le caleidoscopiche visioni del futurismo italiano, le ricerche sperimentali di Luigi Moretti e di Pier Luigi Nervi sono solo alcuni dei dichiarati riferimenti dei suoi progetti”.

Ampia la parte dedicata ai progetti italiani di Zaha Hadid: il Terminal Marittimo di Salerno a forma di ostrica, il Messner Mountain Museum di Plan de Corones; la Torre Generali di City Life a Milano; la Stazione dell’alta velocità di Afragola e il MAXXI stesso. Ma alle grandi realizzazioni, Zaha Hadid affiancò opere architettoniche in piccola scala, i divani di B&B, i centrotavola di Alessi, mobili e lampade per grandi marchi italiani, e gioielli e financo una borsa, esclusiva,  disegnata per un evento benefico di Fendi.

La mostra trova sede nella splendida Galleria 5 dalla grande vetrata e l’allestimento è curato da Zaha Hadid Design e si ispira agli schizzi per il MAXXI rendendo tridimensionali le linee fluide del museo.

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