Fabio Fazio quando l’indignazione prende altre strade

L’indignazione sul compenso del conduttore cela verità molto più gravi

Fabio Fazio Con Fabio Fazio l’Italia s’è svegliata ieri mattina con un nuovo motivo d’indignazione: i 2,2 milioni di euro l’anno che mamma Rai ha concesso al conduttore- autore per il rinnovo del contratto quadriennale. Un milione di euro in più a stagione a “fronte di un aumentato impegno” si legge nelle agenzie. Ovvero Fabio Fazio lavorerà di più e dunque, in proporzione, guadagnerà meno rispetto a prima, rileva Viale Mazzini. Ma è chiaro che la precisazione non basta a placare l’ondata di sdegno, semmai sortisce l’effetto contrario: è irritante, non c’è che dire. Il risultato è che l’hastag #Fazio, è finito tra trend topic di Twitter a dimostrazione che se ne sparla, e tanto. Con buona pace di un altro Fazio, Girolamo, candidato sindaco di Trapani (indagato per corruzione) che sarà domani al ballottaggio e che per caso c’è finito anche lui nella valanga di commenti.

Fabio Fazio e la politica

Buttarla in politica è mossa sempre buona in questi casi. E infatti ad approfittarne per un’esternazione tutta risentimento sono stati in molti: Gasparri, Salvini, Fico…tanto per fare qualche nome. Fabio Fazio, come espressione della sinistra non va proprio giù in un Paese dove si vive in una perenne campagna elettorale; e il fatto che nei suoi 35 anni di carriera in Rai abbia raccolto ascolti importanti, è l’altro elemento di disappunto. E’ noto infatti che in Italia si perdoni tutto, tranne il successo.

Sia chiaro, questa non è una difesa d’ufficio di Fabio Fazio, né delle scelte della Rai. Tuttalpiù è un richiamo alla coerenza (e alla ragione) che facciamo ai politici. Perché allo stato attuale dei fatti, il compenso milionario al conduttore non viene pagato dal canone come vogliono farci credere, ma dalla pubblicità che i suoi programmi riescono a portare nella casse della tv pubblica.

Fabio Fazio e la Rai

La Rai è un ibrido, che riveste il ruolo di servizio pubblico ma che al tempo stesso si pone da protagonista nel mercato televisivo. Vogliamo che resti solo servizio pubblico? Magari con un’unica rete e un’unica testata giornalistica, finanziata solo dal canone e con zero pubblicità? Allora prepariamoci all’ennesima svendita di ciò che è un patrimonio di tutti: a partire dalle reti, per finire alle produzioni di pregio, dalle fiction (come Montalbano, venduta in decine di paesi esteri) all’intrattenimento. In breve, prepariamoci a smantellare la più importante industria culturale del Paese.

Non stiamo dicendo con questo che la Rai vada bene così com’è (ma come cambiarla è un discorso assai lungo); non stimo dicendo neppure che sia proprio tutto giusto assegnare un compenso così alto a Fabio Fazio. In questi momenti tristi, la riconferma di quanto percepito in passato sarebbe stata più che equa, ed anche più etica. Quello che però non ci piace proprio è l’opportunismo dei commenti politici su questa vicenda e la ferocia di certi altri commentatori, l’insinuazione onnipresente d’essere stati defraudati da qualcuno che non meritava.

Ovviamente non è nemmeno dei meriti di Fabio Fazio come autore e conduttore televisivo che vogliamo parlare (altro discorso parecchio lungo). Il punto che ci preme rimarcare è la serietà dell’indignazione. Indignarsi è una cosa seria, serissima, presuppone aver preso coscienza di un’ingiustizia (o comunque di qualcosa che non va), e rimarcarla, motivarla anche con forza. E poi sì, usarla a fini politici, anche solo quando ci rechiamo alle urne. Altra cosa è lo sfogo, la rabbia accumulata in giornate difficili che deve trovare la sua valvola e spinge al becero insulto lanciato in rete, oggi contro Fabio Fazio, domani contro un calciatore.

Ci si indigna di Fabio Fazio

E dire che in questa Italia i motivi d’indignazione, indignazione seria, non ci mancherebbero affatto. Pensate solo al dissesto idrogeologico; oggi lamentiamo siccità, in autunno una bomba d’acqua potrebbe portare distruzione in una qualsiasi delle nostre città perché nulla è stato fatto per mettere in sicurezza la terra. Pensate alle case che si sbriciolano per scosse di terremoto che in altri paesi sarebbero risibili, pensate ai legami tra mafia e politica, al salvataggio delle banche pagato da tutti, alle stragi senza giustizia, all’evasione fiscale, ai manager che non pagano mai il conto dei danni fatti, alla mancanza di opportunità per i giovani, alle pensioni che non avremo e all’ignoranza dilagante. Pensate davvero che il problema oggi sia il lussuoso stipendio che la pubblicità pagherà a Fabio Fazio ?


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