Stefano Rodotà il suo è un addio difficile

Scompare uno dei più grandi giuristi che l’Italia abbia avuto

Stefano RodotàAddio a Stefano Rodotà , un uomo libero. Non appena s’è diffusa la notizia della scomparsa del giurista, morto a Roma a 84 anni, è stata corsa alla definizione. Chi ricorda il giurista, chi l’uomo politico di sinistra, lo strenuo difensore della Costituzione, il grande avversario di Berlusconi e delle sue contraddizioni.

Stefano Rodotà , parlamentare (la prima volta fu nel ’79 come indipendente nelle liste del PCI) e docente universitario in diversi atenei, è stato anche primo garante della privacy, e, in tempi più recenti, candidato alla presidenza della Repubblica italiana, dove fu votato da Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, alcuni parlamentari del Pd.

Era il 2013, fu rieletto Giorgio Napolitano al posto di Stefano Rodotà

Due le passioni di Stefano Rodotà : il diritto e la politica, a cui a dedicato la vita, una vita fatta di una carriera densissima di incarichi, di libri, di contributi alle idee del suo tempo, sino agli ultimi anni quando, da uomo immerso nel suo presente, ha dedicato ampi spazi della sua attività ai problemi riguardanti la comunicazione telematica.

Non solo come Garante per la protezione dei dati personali, ruolo che Stefano Rodotà ha ricoperto dal 1998 al 2005. Nel 2010, ad esempio, ha presentato all’Internet Governance Forum una proposta per portare in Commissione Affari Costituzionali l’adozione dell’articolo 21-bis, che recitava: “Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale“.

In virtù delle sue competenze nel 2014 Stefano Rodotà presiede la commissione parlamentare “Internet, bill of rights“, incaricata di redigere i principi generali della comunicazione via Internet, come indirizzo per le leggi italiane in materia e come spunto nel dibattito internazionale.

Editorialista, sin dalla fondazione al quotidiano La Repubblica, Stefano Rodotà , che era nato a Cosenza nel 1933, come ricordato da Concetto vecchio sul quotidiano, “a 80 anni si scopre anche star del web” con una capacità da maestro d’altri tempi, di saper parlare ai giovani. E’ morto un uomo moderno e coerente con quei principi della sinistra ai quali non ha mai ceduto, anche quando la sinistra sfumava è rimasto inalterato il suo impegno civile.

Stefano Rodotà era sposato da più di 50 anni con Carla, collaboratrice di Repubblica; lascia due figli, Carlo e Maria Laura, giornalista di fama.

Della moltitudine di ricordi che in queste ore s’inseguono sulla rete, prendiamo le parole di Paolo Gentiloni che scrive su Twitter: “Ricordo Stefano #Rodotà grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Una vita di battaglie per la libertà”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, profondamente colpito dalla scomparsa, in un messaggio alla famiglia ne ricorda “le alte doti morali e l’impegno di giurista insigne, di docente universitario, di parlamentare appassionato e di prestigio e di rigoroso garante della Privacy“. “La lunga militanza civile di Stefano Rodotà al servizio della collettività – ricorda Mattarella – è stata sempre contrassegnata dalla affermazione della promozione dei diritti e della tutela dei più deboli“.


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