Spagna , a Santander si inaugura oggi il centro Botin

Renzo Piano realizza il suo primo museo d’arte contemporanea in terra iberica

SpagnaInaugura oggi a Santander, città di 170mila abitanti nel nord della Spagna, il centro Botín, museo d’arte contemporanea (per meglio dire un centro per le arti visuali) che rappresenta la prima opera di Renzo Piano realizzata in Spagna. Guidato da Vicente Todolí, già direttore della Tate London, il centro ambisce dichiaratamente a diventare punto di riferimento per l’arte in Europa, “dove poter anche apprendere e lasciarsi ispirare”, come si legge nella nota della Fondazione Bòtin. Fondazione nata negli anni ’60 dalla dinastia bancaria di Santander con lo scopo di promuovere lo sviluppo sociale della regione della Cantabria. Per il direttore esecutivo del centro, Fátima Sánchez, lo scopo è quello di creare un “centro d’arte con una missione sociale” che rifletta 50 anni di filantropia della fondazione.

Una piccola città a Nord della Spagna, un centro d’arte dalle grandi ambizioni, un archistar che ne firma la realizzazione e la mente vola subito a quel Guggenheim Museum di Bilbao disegnato da Frank Gehry,  e che, a quasi 20 anni dalla sua realizzazione, è incontestabilmente il fulcro del rilancio della capitale basca, che peraltro dista da Santander un centinaio di chilometri. Un rilancio giunto attraverso la cultura.

LUCE E MATTONELLE

Commisionato  nel 2012, l’edifico, come ha più volte dichiarato lo stesso Renzo Piano è caratterizzato da “luminosità e leggerezza”. Semisfere di ceramica (ben 270mila) a rivestire al superficie esterna e che riflettono cielo e mare di Spagna, e poi tanto vetro e acciaio. Sono questi i materiali che dominano la grande struttura. 10.300 mq di spazio suddivisi in due “volumi”: uno che ospita 2.500 mq di gallerie espositive e l’altro spazi dedicati alla formazione ad altre attività culturali.  Per preservare la vista sul lungomare, Renzo Piano ha sollevato l’edificio di  quattro metri con pilastri posti allo stesso livello dei tronchi d’albero nei circostanti giardini, che sono stati ampliati e rimodellati da un paesaggista con lo stesso Renzo Piano.

Su quella banchina a ridosso dell’Atlantico un tempo c’era un parcheggio per le auto, e, appena dietro il centro storico della città. Per evitare questa barriera di traffico, una strada è stata interrata con la realizzazione di un tunnel, tornando così a collegare questa zona affacciata sull’acqua al centro storico. Anche questo un modo per dire che la cultura non può avere “ghetti” , seppure lussuosi, ma ha il dovere di raggiungere i luoghi della vita quotidiana.

Nota al margine: la prima mostra con la quale il centro Botin si presenta al pubblico è un percorso, realizzato col Museo del Prado, tra 80 disegni di Francisco Goya

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