Renzo Arbore 80 anni al servizio dello spettacolo

Auguri da Stravizzi ad un grande Maestro

ArboreLorenzo Giovanni Arbore, detto Renzo, una laurea in Giurisprudenza, una passione per i gilet sofisticati, goliarda ad oltranza e una moltitudine di professioni svolte con successo: cantautore, disc jockey, conduttore radiofonico, clarinettista, showman, attore, sceneggiatore, regista e personaggio televisivo (ci conforta Wikipedia). Nato a Foggia il 24 giugno del 1937, compirà 80 anni domani, sabato.

Sarà un compleanno da festeggiare per una moltitudine di categorie: innamorati della radio e nostalgici della tv anni ’80, su tutti. Perché Arbore – che è e che è stato tante cose – è soprattutto pioniere di un modo contemporaneo di fare spettacolo che ha lasciato molti solchi ma pochi, o forse zero eredi.

Chi non festeggerà, invece, sarà proprio lui, il Renzo nazionale, riluttante a celebrare qualcosa che proprio non può appartenergli, come la vecchiaia. Che Arbore non festeggerà il genetliaco lo ha confessato martedì sera Mara Venier nel salotto di Rai 3 di Bianca Berlinguer. L’attrice e conduttrice, che dello showman è stata la compagna per 12 anni, ha assicurato il pubblico che comunque  gli avrebbe scritto un sms.

Non sappiamo quanta vanità ci sia nella scelta di Arbore di piazzare un velo sulle 80 candeline, o quanto sincero fastidio per quella che sembrerebbe una inevitabile auto-celebrazione; probabilmente ci sono entrambe le cose e in ogni modo, il peccato di vanità è peccato veniale per uno che la storia dello spettacolo italiano l’ha scritta per svariati capitoli.

A partire dagli esordi radiofonici con Gianni Boncompagni, in una radio che ancora doveva scrollarsi di dosso le scorie ingessate degli anni ’50. “Bandiera Gialla” prima, “Alto gradimento” poi, diventeranno esempi di scouting musicale, di ricerca, di comicità coraggiosa (e improvvisata), ma soprattutto della inesauribile voglia di sprovincializzare questa piccola-grande Italia, ancora troppo con i piedi per terra, e per questo incapace di allungare il collo fin dove le cose capitavano: oltreoceano. Un legame con i suoni made in Usa, fossero jazz, swing, ma anche rock che Arbore ha sempre coltivato, con passione. La stessa passione che decenni dopo, dal 1991, metterà nel portare in giro per il mondo la canzone napoletana. Lo farà con l’Orchestra Italiana, e a modo suo ovviamente, trasmettendo per prima cosa il piacere di suonare e poi con quelle contaminazioni tra tradizione melodica e jazz, swing, blues che sono diventati il marchio di fabbrica del gruppo.

Se pure l’Orchestra Italiana è stata l’espressione degli ultimi 28 anni della carriera di Renzo Arbore, questa esperienza non è paragonabile all’apporto creativo fornito alla televisione: l’invenzione della “domenica pomeriggio”, ad esempio, con l’Altra Domenica, la trasmissione di Rai 2 che dal 1976 al 1979 portò alla ribalta talenti straordinari, su tutti Roberto Benigni. Con “Quelli della notte” (1985) e “Indietro tutta” (1987- ’88), la nuova invenzione di Arbore è l’intrattenimento in fascia notturna. Entrambe sono diventate trasmissione di culto. Parlarne ancora ci porterebbe lontano, tuttavia dopo queste esperienze dal successo strepitoso, Arbore ha avuto il coraggio di non cedere alle tentazioni, di non rispondere agli appelli di chi, ripetutamente in questi anni, gli ha chiesto di tornare a produrre qualcosa per la tv. Siamo certi che l’avrebbe fatto solo se si fosse divertito abbastanza. E’ per questo che lo apprezziamo ancora di più. Buon compleanno maestro!  


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