Closing o non Closing questo è il problema

Un termine abusato da Milan e Palermo

ClosingLa parola closing ormai è entrata nel vocabolario calcistico con una certa frequenza. Vi ricordate del closing del Milan. Questa primavera, dopo oltre un anno di tira e molla, la firma in piazza Belgioioso a Milano presso uno studio legale tra la Fininvest e la Cina di Li Yonghong.  Le azioni , ben il 99,93 % , sono passate così dalla Brianza alla Cina e dopo 31 anni e 29 trofei si concluse l’era di Silvio Berlusconi e dell’amministratore Adriano Galliani.

Ora si parla di closing per l’ U.S. Palermo calcio. E qui si può aprire un altro libro. Se si andasse sul sito ufficiale del Palermo, come organigramma societario, il ruolo di presidente è di Paul Baccaglini (ve lo ricordate, solo pochi anni fa faceva i servizi per le “Iene” su Italia 1 e poi ha fondato una società di consulenza con sede a New York, Integratis Capital).  Baccaglini ha subito parlato di investimenti negli impianti sportivi del Palermo ed il desiderio di riportare la squadra in una posizione europea nei prossimi cinque anni.

La notizia recente però è che il closing non è ancora finito. In buona sostanza, la società del Palermo calcio nata il 1 novembre 1900 non è, oggi come oggi, di Baccaglini ma ancora di Maurizio Zamparini. Chi è Zamparini lo sappiamo; imprenditore nel campo immobiliare commerciale (Corforama, Mercatone Zeta), immobiliare turistico e residenziale, agricolo ed energetico, nato in provincia di Udine 76 anni fa e dal 2002 alla guida del Palermo Calcio con la conquista di due partecipazioni alla Coppa Uefa e cittadino onorario della città di Palermo.

C’è stata persino una conferenza stampa ad Aprile per annunciare il closing. Strette di mano e ormai si era, fin da allora, parlato di dettagli da definire per chiudere il passaggio. Ora Zamparini, ed è cronaca recentissima, afferma: “Aspetto ancora la proposta“.

Zamparini dunque aspetta Baccaglini, il closing va avanti e nessuno si muove ed il tempo stringe. Non c’è neppure l’allenatore e neppure la squadra che disputerà la serie B dopo la retrocessione; tutto è ancora in alto mare. Baccaglini non vuole rilasciare dichiarazioni mentre Zamparini afferma: “ stiamo lavorando ad un tavolo con il mio avvocato e con l’avvocato della controparte, siamo in contatto continuo, purtroppo uno dei loro interlocutori è a Mosca però è in contatto telefonico anche lui. Spero di essere agli ultimi dettagli, non dipende certo da me. C’è un contratto che va rispettato ci sono decisioni che dobbiamo prendere in fretta perché tra 20 giorni andiamo in ritiro senza squadra”.

Di fatto, le trattative tra Maurizio Zamparini e Paul Baccaglini per il passaggio di proprietà del Palermo Calcio sono arrivate a un punto di non ritorno e questo closing dovrà essere definito in una maniera o in un’altra. L’imprenditore friulano detta le sue ultime considerazioni e secondo lui già fin da domani i rosanero dovranno avere il nuovo allenatore (si parla di Mister  Bruno Tedino dal Pordenone) e il nuovo direttore sportivo.

Intanto gli addetti ai lavori, giornalisti, tecnici, tifosi, sono sempre più scettici. Oggi come oggi, il futuro del Palermo non è affatto chiaro e chi ama questa città e questa squadra e gli oltre quattro milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo aspettano un closing di speranza e non un closing di altre, ennesime, preoccupazioni.


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