Johnny Hallyday

Una vita tra musica, cinema ed eccessi

Johnny HallydayUna vita di eccessi e trasgressione, alcool  e droghe, tra rock e cinema,  la quinta moglie di 35 anni più giovane, Johnny Hallyday, nato Jean- Philippe Smet, 74 anni appena compiuti, la rock star più amata in Francia, conosciuta anche in Italia negli anni 70 quando imperversava nei varietà con la prima moglie Sylvie Vartan, è il protagonista dell’ultimo film di Claude Lelouch, Parliamo delle mie donne, al cinema dal 22 Giugno, dove interpreta un famoso fotografo internazionale, donnaiolo impenitente, che si rifugia in una splendida baita di montagna abitata da un’aquila dove si innamora di una donna molto più giovane e dove cerca, con la complicità del suo amico fraterno, di riavere vicino le sue quattro figlie, avute da donne diverse e sempre trascurate.  

Accanto al grande Johnny Hallyday, cantante- attore, un parterre straordinario del cinema francese: da Sandrine Bonnaire che interpreta il nuovo amore, a Irene Jacob nel ruolo della più grande delle figlie, a Eddy Micthell.

Com’è stato lavorare con Claude Lelouch?

«Claude è la sola persona ancora capace di raccontare storie. Uno dei rari registi che sa raccontare una storia e farci sognare. Credo che sia uno degli ultimi registi in grado di parlare della vita delle persone

Nel film c’è una grande complicità con Sandrine Bonnaire.

«Sandrine è meravigliosa. Proprio come i suoi sorrisi- racconta Johnny Hallyday. È strano perché non abbiamo lavorato a questa coppia facendo uno sforzo, tutto è accaduto nel modo più naturale possibile. Ci siamo incontrati mesi prima e c’è stata una scintilla tra me e lei, come se la storia del film fosse cominciata direttamente in quel momento, prima delle riprese

Quanto i luoghi e l’atmosfera sul set sono stati di aiuto?

«La cosa bella nel lavorare con Lelouch, è che lui crea quell’atmosfera particolare. Non si ha l’impressione di lavorare. È un vero piacere e si ha tanta voglia di fare bene il proprio lavoro. Lui è talmente entusiasta. Ed è una cosa rara vedere un regista felice come lo è lui!»

Interpreta un padre assente, un tema che la tocca da vicino?

«Certamente. È qualcosa che mi tocca nel profondo. Ho avuto, in un determinato momento della mia vita, lo stesso problema con i miei figli. Ho avuto quattro bambini tirati su dalla loro madre perché io non c’ero mai. Sono stato un padre assente. Non è la stessa cosa quando diventi padre a meno di trent’anni e quando lo diventi a cinquanta. Con i miei figli David e Laura non ero lo stesso padre che sono oggi con le mie piccole Jade e Joy.»

David Hallyday e Laura Smet, uno musicista, l’altra attrice: è cambiato oggi il rapporto con loro?

«Sono molto felice di aver avuto David. Ma ho sbagliato tanto con lui. Avevo solo ventritrè anni e nessun senso paterno. Nel tempo lui è diventato figlio e amico. Laura invece è arrivata a 40 anni e nonostante mi sono separata da sua madre ( l’attrice Nathalie Baye)  che aveva solo 6 mesi, l’ho seguita di più. Oggi sono molto fiero di loro e degli artisti che sono diventati

Lei che padre ha avuto?

«Mio padre se n’è andato quando ero piccolo. Se n’è andato mentre mamma era al lavoro. M’ha lasciato su una coperta, per vendersi la culla e pagarsi da bere. Ecco…. Spesso nella mia vita mi sono chiesto come si può fare una cosa del genere.  Sono stato un padre assente ma non ho mai abbandonato i miei figli. »


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