L’Accademia dei Folli racconta lo sport a teatro con JC – La storia di Jesse Owens

Lunedì 19 giugno appuntamento con Lakescapes a Baveno

Jesse OwensBaveno ( VB ). Lo sport a teatro come metafora per raccontare la vita, il superamento dei propri limiti, delle proprie paure. Lunedì 19 giugno l’Accademia dei Folli propone al pubblico di Lakescapes, la rassegna culturale del Lago Maggiore, JC – La storia di Jesse Owens , uno spettacolo che parla di sport, di vita, di amicizia e di Storia. L’appuntamento è a Baveno, in piazza della Chiesa, alle 21.

Berlino ’36, l’olimpiade nazista. Uno dei momenti più tragici della storia: eppure, si riesce a trovare spazio anche per grandi imprese sportive. Lo stadio olimpico assiste alla prova di un atleta di colore che corre veloce, velocissimo, anche più veloce della Storia. Ed ecco perché in pochi lo hanno conosciuto.

JC è la storia della corsa di Jesse Owens davanti agli occhi di Hitler: una storia che è simbolo di emancipazione e di autoaffermazione, è il racconto di un atleta e di un uomo formidabile, scappato dallo schiavismo dei campi di cotone, scappato da un’adolescenza di povertà e finito direttamente tra le braccia del Fuhrer.  JC è la storia della pistola che gli hanno dato in mano per uccidere Hitler, e della sua decisione; è la storia delle Olimpiadi di Berlino del 1936 e della supremazia della razza e della sua messa in discussione addirittura da Hitler.

Gianluca Gambino veste i panni di Luz Long, l’atleta tedesco che aiutò Jesse Owens nella gara di salto in lungo a Berlino ’36 e che diventò suo grande amico.  Attraverso i suoi ricordi, Long racconta JC insinuandosi in un percorso emozionante tra amore, vita, guerra e discriminazione razziale. In questo spettacolo lo sport è il pretesto per calarsi in un racconto di pura epica moderna e per entrare nel vivo della Storia da una porta secondaria. Ma è, soprattutto, un piacere: quello di raccontare al pubblico una storia avvincente e bellissima.

Sospeso tra musica e teatro, Jc mostra come il fuoco di Olimpia abbia continuato a splendere anche in mezzo alle svastiche della Berlino nazista.


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