1984 di Orwell approda a Broadway e Trump finisce nel trailer

– E’ lui il Grande Fratello?

1984Nei giorni scorsi, all’Hudson Theatre di Broadway è andata in scena la prima di 1984, trasposizione del celebre romanzo futuristico di George Orwell firmata Duncan Macmillan. Già portata in scena negli anni passati a Londra e poi in altre città americane, la pièce non era passata da Broadway e né doveva passare, non subito almeno, ma con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, le cose sono cambiate e nel paese s’è registrata una improvvisa crescita d’interesse per il romanzo scritto da Orwell nel 1948.

D’altronde che cosa è 1984 se non la storia è di ciò che è vero e ciò che non è vero? Mai come in questo periodo storico, la crescente sfiducia dei cittadini verso l’establishment ha alimentato la bugia ad uso e consumo di chi si presentava “contro”. Contro cosa? Forse contro la verità? Da un lato l’ipocrisia di termini come “fake news” e peggio, “post-verità” e, dall’altro, il rimpallo, la dietrologia e il complottismo, l’evocazione del mostro che si nasconde “dietro”: dietro alla scienza, ad esempio, che si parli di riscaldamento globale o, in Italia, di vaccini. Ma le falsità sono proprio le fondamenta del sistema immaginato da Orwell quasi 70 anni fa, anche se lo scrittore inglese pensava “solo” allo stalinismo.

George Orwell descrisse nel suo romanzo 1984 un mondo in cui un regime totalitario controlla i mezzi di comunicazione per trasmettere una realtà immaginata, in un certo senso è un mondo basato sulla propaganda. Basta leggere le cronache politiche USA degli ultimi giorni per valutare il peso della propaganda in una presidenza più che mai in difficoltà.Ma il discorso ci porterebbe lontano, diciamo che il parallelo tracciato tra le decisioni politiche di Trump e il romanzo futuristico, immediatamente ha portato lo show sotto i riflettori. E i produttori, tanto per non dare luogo ad equivoci, si sono spinti all’estremo confronto inserendo Trump nel video promozionale.

Va detto che il capolavoro 1984 di George Orwell non è mai invecchiato. Pubblicato nel 1949, descrive una società post atomica dove tre regimi totalitari sono in lotta per il controllo del pianeta. In uno di essi, un leader invisibile, il Grande Fratello, controlla le azioni di ciascuno. Il protagonista Winston, è un dipendente del ministero della Verità che non aderisce alle menzogne ​​del partito unico. Finito nel mirino della polizia del pensiero, entra in una forma di resistenza al fianco di Julia, una ribelle con la quale ha una relazione.

Prima di questo nuovo adattamento teatrale di 1984, il romanzo di George Orwell aveva conosciuto diverse trasposizioni. Nel 1953 e nel 1954 negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, diventa un film per la tv; ma la BBC riceve centinaia di denunce da parte di spettatori scioccati dallo spettacolo “insopportabile”. E’ del 1960, il primo adattamento per il cinema, firmato da  Michael Anderson il film pone in risalto la disumanizzazione della società mentre nell’anno “profetico”, il 1984, esce un altra pellicola, questa volta diretta da Michael Radford, con protagonista Richard Burton. E arriviamo all’alba del millennio, quando il romanzo riemerge grazie al successo internazionale del reality showIl Grande Fratello”. Il voyeurismo profetizzato da Orwell diventa qui farsa televisiva, ma questa è proprio un’altra storia.