A Londra Adele in strada a confortare i superstiti dell’incendio alla torre Grenfell

– In pochi l’hanno riconosciuta ma lei c’era con tutta la sua sincera sensibilità

Londra Londra .Ci sono episodi destinati a entrare nelle pagine nere della storia, e a influenzare in qualche modo le vite di ognuno. Perché quelle immagini in diretta della torre Grenfell di West London arroventata come una torcia, quelle braccia che abbiamo visto sporgersi dalle finestre armate solo di un brandello di stoffa per chiedere un aiuto disperato, non ce le toglieremo più dagli occhi, la mente le trasformerà, le faremo nostre, diverranno emblema. Ad esempio del fatto che si possa morire perché si vive in caseggiato popolare dove la sicurezza è un optional, un lusso.

E oltre lo scheletro annerito di quello che solo fino a qualche giorno fa era casa per 500 persone, ci sono le storie, le vite spezzate che giorno dopo giorno i media ricomporranno per restituirci il senso della tragedia individuale; e poi ci sono i volti che sono già diventati familiari, come quelli puliti di Marco e Gloria, i ragazzi italiani che in quella torre vivevano all’ultimo piano, il 23mo. Vista su Londra, che significa poter godere del privilegio di un bel panorama ma anche di non avere alcuna possibilità di scampo. A Londra, come a New York 16 anni fa.

E allora in un vagare alla ricerca di un senso, ma è inutile perché non c’è alcun senso in quanto accaduto, ricordiamo che nel loro cinico pragmatismo gli antichi romani, che i grattacieli li avevano, eccome, le “insule” e raggiungevano anche i dieci piani, cedevano a prezzo più basso proprio le abitazioni dei piani alti. Era in alto, all’attico, che i poveracci si concentravano, perché lassù non c’era scampo dal fuoco mentre i primi piani, i più sicuri, erano destinati a chi aveva qualche possibilità economica. E gli incendi non erano cosa rara a Roma (anche senza Nerone). La conclusione è semplice: ieri come oggi si muore perché si è poveri, come ha detto il rapper di Londra Akala. Anche se oggi non è più una questione di piani e di scale, ma solo di scala sociale.

Perseverando nella ricerca di senso, ecco che un’altra immagine si presenta allo sguardo, è il volto di Adele, la superstar della musica, la diva osannata dal mondo, la detentrice di record e premi d’ogni tipo che è stata vista, a 24 ore dall’incendio, mescolarsi tra la folla incredula che contemplava lo scempio che si stava svolgendo a Londra. Adele “stava andando in giro e abbracciava tutti quelli che poteva confortare” ha scritto un fan su Twitter, mostrando le immagini di questa ragazza vestita di nero e con un’espressione turbata, gli occhi rossi, la coda di cavallo. La star 29enne è stata vista assieme al marito, catturata solo dagli scatti di qualcuno che nelle confusione del momento s’è accorto di loro, non voleva attirare l’attenzione su di sé. “Il fatto che Adele sia andata alla torre di Grenfell e non abbia detto una parola su questo dimostra solo quanto sia veramente e incredibilmente sincera“, ha scritto un commentatore. Ci associamo.


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