Il significato di amicizia per Emilio Fede in un gruppo di ex amici

amiciPer la serie “eravamo quattro amici al bar”, amici che, stando alla canzone, “volevano cambiare il mondo”. Vabbè non esageriamo, non è questo il caso diciamo che i nostri in questione volevano cambiare la loro condizione e in fondo ce l’hanno fatta. Chi prima, meglio e in maniera indipendente e incontrovertibile (Silvio Berlusconi), chi dopo e abbastanza goffamente (Lele Mora, Emilio Fede e Fabrizio Corona).

Ancora loro? Il fatto è che, sfogliando i giornali di questi giorni, sembra essere precipitati a cinque e passa anni fa, quando i quattro amici in questione riempivano le cronache. Le riempivano per ragioni diverse, certo, ma anche per questioni in qualche modo collegate, faccende un po’ tristi dove denaro, ambizione, delirio di onnipotenza, sesso e festini erano essenza e non corollario.

C’era tra gli amici un capo da “compiacere” per goderne dei favori, Silvio Berlusconi, che oggi ritroviamo nelle pagine politiche mentre sfoggia un moderato ottimismo sul buon esito del centrodestra alle elezioni amministrative di domenica. Rientrato dai suoi anni più bui con la divisa del vecchio saggio e la consapevolezza d’essere ancora l’unico e solo riferimento del partito da lui fondato nel 1994, l’arzillo leader politico oggi guarda al futuro, alle prossime elezioni politiche, ai “fastidi” che gli provoca il capo leghista Matteo Salvini (che vorrebbe essere lui il leader della coalizione) e a tutto quello che verrà nei prossimi mesi, compreso – spera – una sentenza favorevole della corte dei diritti umani di Strasburgo, che dovrà decidere sul ricorso da lui mosso contro la legge Severino che ne ha sancito la decadenza da senatore.

Insomma, mai come in questo momento, ex amici come Emilio Fede e Lele Mora sembrano solo zavorra del passato per Silvio B. Eppure a volte ritornano, almeno nelle cronache. E la cronaca giudiziaria, oggi, è piena di Emilio Fede, il “devoto” ex direttore del Tg4, più berlusconiano dello stesso Berlusconi, condannato dal Tribunale di Milano a a tre anni e mezzo per concorso in bancarotta fraudolenta. Anche Lele Mora ha subito una condanna per la stessa vicenda, ma ha patteggiato, cavandosela con 4 anni. Come ricostruito dal pm, Fede si fece da “intermediario” per chiedere all’allora cavaliere Berlusconi un finanziamento per salvare la società dell’amico Lele Mora dal fallimento.

I soldi arrivarono, 2milioni e 750mila euro in diverse tranche, peccato però che quei soldi non finirono nelle esauste casse della “scuderia artistica” di Lele Mora, ma il 40% li trattenne Fede e il 60% lo stesso Mora, che stando al pubblico ministero Eugenio Fusco li adoperò «per i suoi capricci». Fede, uno degli amici, che a quasi 86 anni sa che non potrà finire in carcere, promette di difendersi fino all’ultimo grado di giudizio. Intanto dovrà prepararsi per l’appello del processo “Ruby bis” dov’è indagato assieme a Nicole Minetti. Processo del quale non è stata ancora fissata una data d’avvio.

E passiamo al quarto “amico” del gruppo di amici (si fa per dire). Fabrizio Corona: ex amico di Lele Mora, per la precisone, che per lui stravedeva ma dal quale s’è poi sentito tradito (stando alle numerose dichiarazioni dell’agente dei vip al riguardo). Corona è tornato in cronaca per essere stato condannato a 12 mesi di carcere (la procura chiedeva 5 anni) dopo che erano stati scoperti circa 2,6 milioni di euro a lui riconducibili, in un controsoffitto e in alcune cassette di sicurezza in Austria. Sentenza salutata dall’ex fotoreporter come una vittoria. Evitiamo i commenti, di certo quello che non vince in queste storie è l’amicizia, che è tutta un’altra cosa rispetto a quanto questi ex amici ci raccontano, direttamente o indirettamente.


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