Vincent Cassel

Vincent CasselIn uno degli ultimi in cui l’abbiamo visto Un momento di follia ( Un moment d’egarement) di Jean Francois Richet, remake del film scandalo del 1977 di Claude Berri, Vincent Cassel intepretava Laurent un uomo divorziato di 45 anni di cui si innamora perdutamente la bella diciassettenne Louna (Lola de Lann), figlia del suo miglior amico Antoine, (Francois Cluzet).

Vincent Cassel nel film, non è un predatore, non flirta mai con la ragazza, anzi è sempre incalzato da lei, che lo bracca provocandolo in tutti i modi, presentandosi a lui nuda, fino a quando, sfinito, Laurent  cederà una sola volta e in un momento di debolezza. Vincent Cassel, fisico asciutto, sguardo ironico, è assolutamente credibile come oggetto del desiderio di una ragazzina, tanto è vero che oggi ha una relazione con una giovane modella di appena vent’anni

«Da sempre gli adolescenti sono attratti dalle persone adulte – racconta Vincent Cassel in perfetto italiano da Cannes, dove ha festeggiato i 70 anni del festival –  Non ci vedo niente di scandaloso in questo. Oggi le ragazze sanno bene cosa vogliono. E se la mia età ( 51 il 23 Novembre) poneva delle distanze incolmabili quando noi eravamo ragazzi, oggi non è più così. Io ne so qualcosa, sono spesso avvicinato da adolescenti che non hanno nessun problema verso la mia età. Anzi non hanno nessun problema verso niente. In fondo noi uomini diventiamo maturi a 40/ 50 anni e le donne assumono sempre più atteggiamenti maschili. C’è molta confusione e non credo che sia un bene

Lei è considerato un uomo molto attraente, che rapporto ha con il suo corpo, con se stesso?

«Sono un bluff totale, risponde ridendo Vincent Cassel, guardandosi le braccia che sotto la camicia si intuiscono muscolose. Devo essere in forma per recitare, adesso poi dopo quasi un anno sul set di Jason Bourne 5, ho dovuto fare tanta preparazione atletica. Il mio lavoro è di far credere al pubblico che sono unico, affascinante e attraente. E’ la magia del cinema.  Se non fossi un attore famoso, nessuno mi troverebbe bello

Ha scelto di vivere in un paese, il Brasile, perché?

«Anche se ci sono tanti problemi, la gente è istintivamente gentile. C’è della poesia nella filosofia di vita dei brasiliani che gli fa superare tutto. Per loro non c’è passato, non c’è futuro, c’è solo l’oggi. Le persone sorridono, qualunque cosa succeda, non devono sprecare quella giornata. Si parlano, si toccano, entrano subito in contatto, Ti fanno sentire parte di una comunità.  In questa attitudine c’è la grande bellezza di questo paese

Cosa la spinge a scegliere un film, un ruolo piuttosto che un altro?

«Quello che mi spinge è esclusivamente il desiderio. Come un innamoramento. Non c’è una spiegazione intellettuale alle mie scelte ma solo un coinvolgimento emotivo, fisico. A volte mi arriva il progetto di un regista e tutti mi dicono: Devi lavorare con lui! E invece non scatta la voglia. Basta poco, esattamente come nel sesso, qualcosa che ha detto, che ha fatto, le scarpe che non mi piacevano, dettagli…»

Quindi non c’entra la bellezza di una sceneggiatura?

«No, anche se per me nel cinema l’aspetto formale è importantissimo. Un valore che abbiamo perso dopo la Nouvelle Vague, producendo film sempre meno curati, mentre il cinema lo deve essere più della vita. Ma come attore sono puro istinto. Il mio modello è il grande Gerard Depardieu, un personaggio importante della nostra storia, folle, che ha in se la bellezza della libertà. »


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