documenta 14, 160 artisti in esposizione a Kassel

documentaS’è aperta ieri, 10 giugno, a Kassel, “ documenta 14 ”. Oltre 160 artisti internazionali, i più poco noti al grande pubblico (ma grazie a questa partecipazione lo diverranno) presentano opere concepite per la rassegna in più di trenta siti, istituzioni pubbliche, piazze, cinema e luoghi universitari. Nello scorso mese di aprile, ad Atene, documenta 14 ha avuto la sua inaugurazione greca, ed è questo sdoppiamento, nel nome di un incontro tra due nazioni che ha radici storiche e culturali ben più profonde di quanto l’attualità politico-economica ci ricordi,  la novità di questa edizione targata 2017 guidata dal curatore polacco di 46 anni Adam Szymczyk.

IL PARTENONE DEI LIBRI

Una copia del Partenone, a grandezza naturale e realizzato completamente di libri (al momento sono oltre 100mila)  è l’opera simbolo di questa edizione di documenta 14. Realizzata dall’artista argentina Marta Minujin, l’opera monumentale ed evocativa è un work-in progress in realizzazione nella Friedrichsplatz di Kassel. Durante i cento giorni di documenta , i visitatori potranno portare in dono libri che in passato o attualmente sono stati proibiti varie parti del mondo.

UN PO’ DI STORIA

Dal 1955, ogni cinque anni, documenta (la scritta è tutta in minuscolo) ha lanciato al mondo le nuove tendenze dell’arte contemporanea, da Kassel, Germania, che non è propriamente un granché di città. Rasa al suolo dai bombardamenti, nel dopoguerra aveva ben poco da mostrare ai turisti se non il cielo azzurro pallido dell’Assia del Nord.  Oggi si dice Kassel e si pensa a documenta . I tedeschi la chiamano anche “weltkunstschau” (mostra d’arte globale), ma c’è chi la chiama “olimpiade dell’arte”,  chi una “via di mezzo tra le Olimpiadi e gli Oscar” e chi  “museo dei 100 giorni”, visto che l’esposizione ha da sempre questa limitazione temporale.

E dire che tutto è cominciato con i fiori, col salone federale dell’ortocoltura, per la precisone, ideato per dare un po’di colore alla città e per attrarre turisti. Poi Arnold Bode fondò un’associazione, raccolse un po’ di soldi ed espose in contemporanea alle petunie e ai gerani 670 opere d’arte. Egli stesso artista, durante il Terzo Reich gli era stato proibito lavorare, ma sentiva la responsabilità di riabilitare quelle avanguardie ostracizzate dal nazionalsocialismo. Al Fridericianum Museum trovarono posto nomi come Wilhelm Lehmbruck, Oskar Schlemmer, Max Beckmann, Ernst Ludwig Kirchner. Era nata documenta , e sarebbe diventata una pietra miliare nella storia dell’arte. 

Così per due volte ogni decennio negli ultimi 57 anni, la grigia cittadina della provincia tedesca diventa con documenta il centro culturale del mondo, perché se è innegabile che oggi a imporre le tendenze è soprattutto il mercato quel che accade nei cento giorni di Kassel può dettare l’agenda per i prossimi cinque anni. Fu con la quinta documenta , nel 1972, che l’arte concettuale trovò la sua esplosione, quella edizione fu curata dalla svizzera Harald Szeemann, che con coraggio osò equiparare pittura e scultura con installazioni e performance: Sempre a documenta ,  nel ’77 si affermò la video arte, mentre il ritorno alla pittura espressionista, che caratterizzò gli anni ’80 ebbe una grande occasione in documenta 8, nel 1982, mentre l’11ma edizione curata dal nigeriano Okwui Enwezor nel 2002, tolse l’Europa dall’ombelico della mappa artistica internazionale, a ricordarci che era tempo di dare il giusto paese anche agli artisti dell’Asia e dell’Africa.

 


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