Bob Dylan e il discorso d’accettazione del Nobel

Bob Dylan

I tre capisaldi letterari per Bob Dylan? Moby Dick, l’Odissea e Niente di nuovo sul fronte occidentale. Lo ha assicurato il premio Nobel per la Letteratura 2016 nel corso della “lectio magistralis” registrata nei giorni scorsi a Los Angeles. Si tratta del discorso d’accettazione del Nobel che va fatto entro sei mesi dalla consegna del premio. Dunque anche questa volta Bon Dylan è giunto in extremis.

Quando gli fu assegnato il premio Nobel nell’ottobre del 2016, molti applaudirono, altri storsero il naso, tra questi anche lo stesso Bob Dylan, all’apparenza. Solo due settimane dopo il conferimento, il cantautore (ma dopo il Nobel possiamo ancora chiamarlo così?) accettò il premio e, quando fu il momento di ritirarlo, nel dicembre del 2016 a Stoccolma, brillò per l’assenza: “Non gli era stato proprio possibile intervenire”. Ora però, al discorso è stato in qualche modo costretto, e si scopre che c’è un limite di tempo di sei mesi per presentare un discorso di accettazione e raccogliere il premio di 900.000 dollari.

Il suo discorso, o lezione, ha chiarito a tutti i dubbi (e forse li ha chiariti anche a se stesso) sul perchè gli sia stato assegnato il più importante premio alla Letteratura. “Quando ho ricevuto questo Premio Nobel per la Letteratura, mi sono domandato esattamente come le mie canzoni riguardassero la letteratura. Volevo riflettere su di esse e vedere dove era la connessione”.

BUDDY HOLLY E LA MUSICA POPOLARE

Bob Dylan ha iniziato con i riconoscimenti agli artisti che lo hanno portato verso la musica – Buddy Holly e Leadbelly tra tutti – e alla musica popolare, perché “quando ho iniziato a scrivere le mie canzoni, il linguaggio popolare era l’unico vocabolario che conoscevo, e l’ho usato“.

BOB DYLAN E I CLASSICI DELLA LETTERATURA

Ma avevo anche qualcos’altro (oltre la musica ndr). Avevo principi e sensibilità e una visione informata del mondo […]. Ho imparato tutto nella scuola di grammatica. Don Chisciotte, Ivanhoe, Robinson Crusoe, Viaggi di Gulliver, Racconto di due città, e tutto il resto – tipica lettura scolastica che ti dà un modo di guardare la vita, una comprensione della natura umana e uno standard per misurare le cose. Ho preso tutto ciò con me quando ho iniziato a comporre i testi. E i temi di quei libri lavoravano in molte delle mie canzoni, sia consapevolmente che involontariamente. Volevo scrivere canzoni diverse da qualunque cosa qualcuno abbia mai sentito, e questi temi erano fondamentali”. Poi Bob Dylan cita tre libri speciali, rimasti con lui fin dai tempi della scuola di grammatica: Moby Dick (Melville), Niente di nuovo sul fronte occidentale (Remarque) e l’Odissea (Omero).

MOBY DICK

Di Moby Dick, dice tra l’altro: «Questo libro spiega come gli uomini differenti reagiscono in modi diversi alla stessa esperienza. C’è tanto del vecchio Testamento, dell’allegoria biblica […] I Pagani sono adoratori di idoli. Alcuni adorano piccole figure di cera, alcune figure di legno. […] Tutto è mescolanza. Tutti i miti: la bibbia cristiana del Giudeo, i miti indù, le leggende britanniche, San Giorgio, Perseo, Ercole – sono tutti balenieri».

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE

Del libro di guerra di Bob Dylan dice Bob Dylan: «E’ una storia horror. Questo è un libro dove si perde l’infanzia, la tua fede in un mondo significativo e la tua preoccupazione per gli individui. Sei bloccato in un incubo. Succhiato in un misterioso vortice di morte e dolore. Ti stai difendendo dall’eliminazione. Una volta sei stato un giovane innocente con grandi sogni di essere un pianista. Una volta che hai amato la vita e il mondo, e adesso stai sparando. […] Sei un animale angosciato. Chissà quanto tempo questa confusione continuerà? La guerra non ha limiti. Sei annientato, e quella gamba sta sanguinando troppo. Hai ucciso un uomo ieri, e hai parlato con il suo cadavere. Lo hai detto dopo che è finito, passerai il resto della tua vita a guardare la sua famiglia. Chi sta profittando qui? I leader e i generali guadagnano fama, e molti altri beneficiano finanziariamente. Ma stai facendo il lavoro sporco».

ODISSEA

«L’Odissea è un grande libro i cui temi sono stati ripresi nelle ballate di molti autori di canzoni: “Homeward Bound”, “Green, Green Grass of Home”, “Home on the Range” e anche nelle mie canzoni», ha detto Bob Dylan del poema di Omero. «E’ un racconto strano e avventuroso di un uomo cresciuto che cerca di tornare a casa dopo aver combattuto in una guerra. È un viaggio verso casa, ed è pieno di trappole e trappole. […] In molti modi, alcune di queste stesse cose sono accadute a te. Anche tu hai avuto droga nel tuo vino. Anche tu hai condiviso un letto con la donna sbagliata. Anche voi siete stati sedotti da voci magiche, voci dolci con strane melodie. […] Hai fatto arrabbiare persone che non avresti dovuto. E sei anche andato in giro per questo paese. E hai anche sentito quel vento malato, quello che non ti va a favore. E non è ancora tutto.[…] (Ulisse ndr) È uno contro un centinaio, ma tutti cadranno, anche i più forti. Non era nessuno. E quando è tutto detto e fatto, quando è finalmente a casa, siede con sua moglie e le racconta storie».

 

Chi volesse leggere l’intera “lezione” di Dylan, il link è questo:

http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/2016/dylan-lecture.html.


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