Enrico Ruggeri confessa la sua cattiveria

Enrico Ruggeri Al raggiungimento dei 60 anni, che compie oggi 5 giugno, Enrico Ruggeri approda in libreria per Mondadori con la sua sesta prova di scrittore “Sono stato più cattivo”, in vendita da domani. Niente romanzi questa volta, il cantautore milanese, dopo 37 album (live e raccolte inclusi), sei libri di narrativa e diverse conduzioni televisive, ha deciso di raccontarsi in una autobiografia e la promessa, per uno che in fondo si è sempre mostrato alquanto schivo, è di non tralasciare nulla.

Sono passati 27 anni da quel Sanremo del 1980 dove una band – i Decibel – che flirta col Punk, e che ha per frontman un occhialuto ragazzo con i capelli ossigenati e l’aria di chi non ride mai, porta sul palco del “Festival dei fiori” qualcosa di assolutamente inedito, il rock. Con “Contessa” Enrico Ruggeri e i Decibel si piazzeranno al quinto posto, la strada verso il successo è aperta. La band si afferma nel panorama nazionale, ed è nel nome di questa affermazione che la leggenda che si diffonde all’epoca, ovvero che la “Contessa” della canzone fosse Renato Zero, non viene smentita.

Solo in tempi alquanto recenti l’artista ha confessato che l’ispiratrice del brano era semplicemente una ragazza che gli aveva detto no. Enrico Ruggeri tornerà – da solista – al Festival ancora 9 volte, due volte lo vincerà: nel ’93 con “Mistero” e nell’87 con “Si può dare di più”, nel Trio, ovvero con Gianni Morandi e Umberto Tozzi, idoli pop che l’occhialuto ragazzo di qualche anno prima avrebbe malvisto. Ma si cresce, e la maturazione dell’artista passa proprio da una nuova vena autorale, che non rinnega le origini, ma sposa la melodia, il gusto poetico, la vena da “chansonnier”.

Un concentrato di tutto questo lo ritroveremo nel 1983 quando Loredana Bertè porterà al successo “Il mare d’inverno”. sarà la prima grande affermazione di Enrico Ruggeri come autore di canzoni “affidate” ad altri. Quando nel 1987 Fiorella Mannoia vincerà il premio della critica a Sanremo con “Quello che le donne non dicono“, sarà l’ennesima alloro al  “poeta rock”. E il circolo letterario dell’Università Bocconi conferma, attribuendogli nel 2015 il premio “Dante d’oro” – Bocconi d’Inchiostro, per il suo contributo al cantautorato italiano.

E se i successi di una carriera ormai vicina ai 40 anni sono ormai scritti nella memoria degli italiani, è l’Enrico Ruggeri più privato quello che emerge dalle pagine di “Sono stato più cattivo”. Leggiamo allora di un bambino costretto a fare i conti con la depressione del padre, con il liceale che, nella Milano degli anni ’70, segue l’onda di una contestazione che vista da lontano aveva ben poco di “epico“. E poi il ragazzo che s’innamora, non necessariamente ricambiato, ecco anche lo studente universitario, e l’innamorato del rock che che “studiaLou Reed, i Beatles e i Roxy Music e poi le prime band, i Decibel e l’avventura in prima persona nel sogno della musica e della notorietà.

Quindi le donne, le collaborazioni, gli amici, i successi e le difficoltà, i momenti bui dai quali nessuno può scappare. Ma esistono vie di fuga che solo improvvisamente si palesano, e così capita, dice Enrico Ruggeri, che “scrivere può salvarti la vita”.


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