La paura del reale e quella dell’immaginario

pauraLa paura tra realtà e irrealtà rimane sempre paura, e le vittime tra realtà e apparenza rimarranno sempre vittime. Due episodi vissuti nella serata di ieri. Due accadimenti sui quali non si può non riflettere. Due circostanze contrapposte ma che alla fine hanno prodotto il medesimo risultato. La paura di Londra nella quale sono piombati migliaia di cittadini londinesi alimentata da fattori esterni e stimolata da un vero e proprio agguato terroristico. Una paura che vedi, una paura così riconoscibile da poterla finanche toccare. Vera.

Poi la paura di Torino scatenata nel corso di una serata che nel bene o nel male doveva terminare con una festa. Invece no. Ha vinto la paura, provocata da un falso allarme generando il conseguente istinto di sopravvivenza, il primo tra tutte le reazioni possibili, la fuga. Quella incontrollata, quella aizzata dall’adrenalina e dall’ansia, la fuga che non ti fa ragionare,  che ti fa urlare e correre anche senza scarpe; soprattutto senza scarpe, perché non deve esserci nulla che possa legarti quando si ha paura. Covata all’interno per anni e che quando esplode diventa devastante, diviene tragedia.

Londra e Torino ieri sera sono state due città accomunate in contemporanea dallo stesso terrore, la stessa paura che convive oramai in ognuno di noi. Un panico giustificato quello della capitale inglese vittima ancora una volta di un terrorismo che con cadenza quasi chirurgica si ripresenta ogni qual volta gli animi tentano di recuperare la propria serenità in un sabato sera dedicato all’evasione.  

Una paura meno giustificata quella di Piazza San Carlo. Una paura assurda e inconcepibile poiché esplosa a causa della detonazione di un petardo lanciato da un imbecille sconsiderato e che ha fatto urlare all’attentato terroristico. A nulla è servito il fatto che l’Italia finora non è stato un Paese interessato dagli attentati terroristici anche per l’accorta prevenzione delle forze dell’ordine costantemente vigili in tal senso. Orson Welles con il suo programma radiofonico La guerra dei Mondi fece credere alla popolazione degli Stati Uniti che la terra fosse sotto attacco degli extraterrestri generando l’isteria totale. Stessa la reazione ieri sera in Piazza San Carlo.

Il risultato di Torino è quello di 600 feriti, 4 in modo grave, uno gravissimo : un bambino. Poteva andare anche peggio poiché la paura sconsiderata non perdona. Torino rappresenta la prova provata che il panico potrebbe mietere più vittime di un attentato terroristico. Bisogna assolutamente fermarsi, e riflettere. Riflettere bene però.


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