Ytalia, cento opere per 12 illustri artisti

È senza dubbio “Calamita cosmica“, il gigantesco scheletro nasuto di 24 metri di Gino De Dominicis, l’opera più fotografata dai visitatori di “ Ytalia . Energia, pensiero, bellezza”, la mostra d’estate con la quale Firenze intende riaffermare il suo preciso ruolo anche nell’arte contemporanea. Questo se la parola stessa “contemporanea” ha ancora senso e non valga la pena, in un luogo come Firenze, di parlare d’arte e basta.

Delle cento opere esposte da Ytalia tra le sale e i bastioni del Forte, tutte firmate da artisti che dalla seconda metà del secolo XX, con le loro differenze hanno connotato il concetto di un’arte italiana, quella di De Dominicis non spicca solo per la sua enormità o per il forte senso primordiale che esprime. C’è un inafferrabile di più. Vi chiedete dove sia la “calamita”? E’ quell’asta di ferro che parte dal dito medio della mano destra dello scheletro, puntato al cielo, è una sorta di antenna chiamata a captare quel mistero dell’universo del quale l’uomo (lo scheletro) è parte integrante.

Perché al dito medio? Ironia. Già l’ironia, come tentativo di mettere in connessione “alto” e “basso”, senso e spirito. L’ironia non solo è la vena che permea l’opera di De Dominicis, ma anche di tanti altri artisti scelti dal curatore della mostra, Sergio Risaliti, a raccontare la creatività dell’Italia, anzi, dell’Ytalia, come intorno agli anni ’80 del 1200 scriveva Cimabue su una delle volte degli Evangelisti, nella Basilica Superiore di Assisi (foto). Era la prima volta che un’opera d’arte accennasse così eloquentemente all’Italia “una primissima affermazione dell’esistenza della civiltà italiana – fa notare il curatore -. Cimabue sancisce così che i confini nazionali sono prima artistici che politici, e che l’identità nazionale è fatta di cultura classica e umanistica, di bellezza pagana e spiritualità cristiana”.

Mario Merz, Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Remo Salvadori, Mimmo Paladino, Marco Bagnoli, Nunzio, Domenico Bianchi sono gli artisti in mostra al Forte del Belvedere per  Ytalia in un dialogo con le risultanze di un passato straordinario, ma anche tra di loro, in un contrappunto che sottolinea la ricchezza espressa dal pensiero artistico italiano. Non a caso, opere degli stessi artisti saranno visibili in altri luoghi altamente simbolici della città: Uffizi, Boboli, Santa Croce, Museo del Novecento e Museo Marino Marini a rafforzare l’idea di un’arte espansiva, capace di penetrare anche nel misterioso scorrere del tempo.

 

“Ytalia – Energia, Pensiero, Bellezza”

A Firenze: dal 2 giugno al 10 ottobre 2017 tra il Forte del Belvedere e in altri luoghi della città


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