Elena Ferrante, L’amica geniale dalla carta al piccolo schermo

Elena FerranteAl New York Times non si può dire no, la misteriosa Elena Ferrante, l’autrice italiana più amata all’estero ma anche colei di cui nulla si sa con precisone (nelle illazioni non ci addentreremo qui) ha concesso un’ampia intervista al quotidiano newyorchese per parlare del suo bestseller L’amica geniale”, primo della celebre quadrilogia edita da E/O di cui a breve partiranno le riprese per una mini serie diretta da Saverio Costanzo per HBO e Rai. In questi giorni, peraltro, a Napoli sono in corso dei casting di piccole attrici per cercare le protagoniste: Lila e Lenù.

Elena Ferrante , alla richiesta di come si sentisse a rivedere in carne ed ossa i personaggi nati dalla sua fantasia, l’autrice parla di “un cambiamento radicale. I personaggi, il quartiere sono tutti creati dalle parole, eppure si spostano dalla letteratura allo schermo. Lasciano il mondo dei lettori e entrano nel mondo molto più vasto degli spettatori, incontrano persone che non hanno mai letto di loro e di persone che, per circostanze sociali o per scelta, non avrebbero mai letto di loro. È un processo che mi intriga. La sostanza dei libri è rielaborata secondo altre regole e altre priorità, e cambia natura. I bambini stessi che si presentano alle audizioni sono il primo segno di questo. Conoscono poco o niente dei libri. Sono spettatori che sperano di diventare attori[…]”.

In una Napoli mai come ora centrale nella letteratura e nel cinema, variamente mal-trattata o ben-trattata da una moltitudine di autori, il giornalista ha chiesto a Elena Ferrante quale fosse la sua speranza per quanto riguarda l’impatto della produzione su Napoli e sulla sua immagine nel mondo, soprattutto dopo le rappresentazioni del film e e della serie Gomorra.

«Le città non hanno una propria energia – ha detto Elena Ferrante -. Deriva dalla densità della loro storia, dalla potenza della loro letteratura e delle arti, della ricchezza emotiva degli eventi umani che si verificano in quel contesto. Spero che la narrazione visiva agitei emozioni autentiche – sentimenti complessi e persino contraddittori. Questo è ciò che ci fa innamorare della città”.

Elena Ferrante ha confessato di collaborare con la produzione, leggendo i testi della sceneggiatura e inviando note: “Non so ancora se ne terranno conto, forse le useranno più avanti nell’ultima versione della sceneggiatura“.

La serie di Hbo – Rai, diretta da Saverio Costanzo, è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e Domenico Procacci per Fandango. Non si conoscono altri dettagli sulla produzione, se la prima serie si fermerà dove si ferma il libro o se andrà avanti, verso gli altri “capitoli” del romanzo di un’amicizia al femminile nella periferia di una Napoli di mezzo secolo fa.


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