Robert Capa sbarca a Trieste

Robert CapaRobert Capa in Italia ” è la mostra allestita fino a domenica 17 settembre negli spazi dell’Alinari Image Museum di Trieste. Scatti originali e immagini multimediali ricostruiscono l’epopea del più mitico dei fotogiornalisti nel suo sbarco in Italia, nel 1943, al seguito delle truppe USA.

 Storia vuole che Robert Capa approdasse in Sicilia qualche giorno prima che le truppe anglo americane invadessero l’isola, nel luglio del ’43.  Dopo un anno di lavoro nel Nord Africa Robert Capa seppe che lo sbarco era pronto. A bordo di un piccolo aereo, in compagnia di tre paracadutisti il fotografo si lancia. E’ notte, lui atterra su un albero, dove rimane sino all’indomani, quando i compagni lo trovano e lo liberano. Il gruppetto trova rifugio in un casolare dove attenderanno per tre giorni l’arrivo delle truppe alleate, alle quali si uniscono le la risalita lungo la Penisola

La resa di Palermo con l’accoglienza trionfale a Monreale la distruzione del palazzo della posta centrale a Napoli, il funerale delle giovanissime vittime delle Quattro Giornate di Napoli, e poi la gente in fuga da Montecassino ma anche i soldati alleati in perlustrazione nei campi. Sono alcuni degli scatti che Robert Capa, teorico di un fotogiornalismo che voleva il reporter al centro della scena (e dell’azione) si possono vedere a Trieste in questi giorni.  Ad accompagnare le immagini, un percorso multimediale dell’archivio Alinari, che restituisce l’atmosfera Paese in quei tragici momenti di fine guerra.

Robert Capa (1913-1954) morì saltando su una mina durante il conflitto di Indocina, nel 53. Aveva 41 anni, e di guerre nella sua breve ma formidabile esistenza ne aveva raccontate tante, a cominciare dalla Guerra civile spagnola, passando dal conflitto nippo cinese e sfociando nella Seconda guerra mondiale, dove epiche sono rimaste le sue immagini dello sbarco in Normandia. La Russia del dopoguerra, la nascita dello stato di Israele e, infine, il conflitto in Indocina saranno i luoghi dove si faceva la Storia, che hanno visto Robert Capa al centro di una sempre efficace narrazione per immagini.

Ma a voler tracciare una breve biografia non si può dimenticare la nascita dell’agenzia fotografica Magnum, cui Robert Capa diede vita assieme a nomi del calibro di Henri Cartier-Bresson, David “Chim” Seymour e George Rodger. Per completezza (del mito) non si può dimenticare che Capa ha avuto modo anche d’amare donne bellissime come Ingrid Bergman e Gerda Taro.


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