Bruno Vespa, da Porta a Porta a Poltrone e sofà

Bruno VespaSul discorso relativo ai compensi Rai abbiamo ampiamente parlato su questo quotidiano esprimendo il nostro punto di vista, ma a tenere viva la vexata quaestio, la discussione, ci ha pensato qualche giorno fa il giornalista Bruno Vespa, conduttore del programma Porta a Porta su Rai1.

Bruno Vespa, il giornalista Bruno Vespa, ha spedito una lettera al Consiglio di Amministrazione Rai, che sta discutendo sui compensi per i dipendenti della TV di Stato, sulla quale affermava con convinzione che un tetto al suo stipendio non doveva essere applicato poiché lui è un  “ artista “, questo il succo o la sostanza del suo “ Message in a bottle “.

Perché Bruno Vespa si è autodefinito artista ? Cosa gli è successo ? Perché il governo ha di fatto abolito qualsivoglia tetto ai compensi alla categoria degli artisti, quelli veri s’intende. Quindi la Rai per poter avere nella propria scuderia codesta categoria dovrà riferirsi alle tabelle di mercato, in pratica dovrà pagarli quanto chiedono.

E’ qui scatta la genialità del giornalista Bruno Vespa il quale autodefinendosi artista, con tono velato segnala al Consiglio di Amministrazione Rai che il suo compenso non dovrà essere riveduto e corretto sulla cifra dei 240 mila euro lordi l’anno.

Bruno Vespa guadagna di più, molto di più, e, con la missiva inviata al CdA, propone che la Rai lo inserisca in quella categoria di giornalisti prestati non all’informazione, come ha sempre fatto lui nel corso degli anni, ma dello spettacolo con la conseguenza che questi ultimi possono essere definiti artisti.

In sintesi il neo – artista, neo inteso come nuovo intendiamoci, non vuole abbandonare il compenso da poltrona o sofà che ha ricevuto in tutti questi anni dalla Rai. In barba alla crisi !

E’ vero che la nostra categoria, per chi scrive, fa acqua da tutte le parti vista la confusione che regna sovrana, sia agli alti vertici nonché tra i colleghi e da diversi anni a questa parte, ma rinnegarla cosi per i soliti trenta denari dimostra che anche la nobile etica che è alla base del nostro mestiere è andata a farsi benedire.

Ed infatti Bruno Vespa, scrivendo e inviando in Cda Rai le sue “ Tavole della Legge “, è uno che di benedizioni se ne intende visto che di Santi in Paradiso lui ne possiede, e parecchi. Al punto di scomodare anche il Papa Karol Wojtyla per farlo intervenire telefonicamente nel suo programma Porta a Porta. E’ storia della televisione l’episodio in questione insieme alle finte lacrime di stupore e benedette versate dal giornalista – neo – artista.  

In attesa di nuovi miracoli, noi continueremo a considerare Bruno Vespa un giornalista, un prestigioso collega.

E che lui ci benedica !!   


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