NBA – Si avvicina la finale che non fa felice la NBA stessa

NBANBA. Con la vittoria di Cleveland è sempre più vicina alla sua terza finale consecutiva. Ora basterà vincere a Boston in gara 5 per chiudere i conti e tornare a giocarsi il titolo, anzi a difenderlo. Dall’altra parte li attende Golden State, imbattuta in questi playoff, e anch’essa alla terza finale consecutiva. Insomma, siamo sempre li Golden State Warriors VS Cleveland Cavaliers, atto III. Una rivalità che fa felice molti ma non la stessa NBA, intesa come lega, che non vede di buon occhio questo dominio senza autentici rivali.

Un conto è avere delle dinasty, come si dice in America, ovvero una squadra forte imbattibile che ogni anno distrugge le rivali –un po’ la Juventus in Italia per fare un paragone con il calcio – , ma che si ritrova a faticare veramente tanto per bissare i propri successi di anno in anno. Un’altra cosa è avere due squadre letteralmente 5-6 spanne sopra tutte le altre che passeggiano per tutta la stagione NBA per poi scontrarsi tra di loro, rendendo quindi quasi inutile tutto il resto del campionato, compresi i playoff.

Quest’anno nel campionato NBA Golden State arriva in finale dopo un triplo 4-0. Neanche San Antonio nella finale di Conference dell’Ovest è riuscita a sconfiggerla almeno una volta –molto più arduo il compito se perdi Leonard dopo 1 gara, Lee dopo 3 e non hai mai avuto Parker a servizio- e così i Warriors arrivano al gran ballo per l’anello senza quasi aver sudato.  12-0 totale. Una fedina immacolata che non ha Cleveland, ma che molto probabilmente potrà sfoggiare un 12-1 come biglietto d’accesso alle Finals. Lebron and co. ne hanno persa solo una contro Boston, tra l’altro sulla sirena.

Sarà di nuovo Lebron James, Kyrie Irving e Kevin Love da un lato contro Steph Curry, Klay Thompson, Draymond Green dall’altra, con l’aggiunta non indifferente di All Star come Kevin Durant, in piena chimica con i suoi nuovi compagni. Sulla carta sarebbe il massimo, un terzo capitolo di una sfida epica che propone il meglio del meglio ed anche due squadre agli antipodi, due capitani molto differenti come personalità (il pacato Curry e lo sbruffone Lebron) ma non è del tutto così.

Adam Silver e la lega, ovvero la NBA, preferirebbero 2 cose su tutte. Che ci fosse un maggiore ricambio tra i vincenti e non un monopolio, pardon un duopolio. In NBA vige da sempre la democrazia, tutti devono avere una chance vera di vincere, per questo esistono regole come il salary cap e il draft e non esiste la retrocessione. La seconda cosa che non gradisce la lega è che queste due squadre arrivino in finale senza mai faticare. Dov’è la lotta? Dov’è la difficoltà? Diventa persino noioso guardare questo spettacolo se si sa già che in Finale tanto arrivano quelle due.

Che cosa farà la lega adesso? Ben poco, si godrà queste super finali, si godrà i milioni di ricavi televisivi e poi spererà che una o più nuove super squadre nascano dal mercato estivo per scalfire almeno la perfezione di Warriors e Cavaliers.


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