G7 Taormina la pace in una bottiglia d’olio di olive provenienti da Italia, Tunisia, Spagna e Grecia

G7Gli osservatori politici non hanno dubbi: i giochi sono già fatti, gli accordi sono stretti, le posizioni dei singoli paesi sulle questioni più importanti (economia, ambiente, conflitti) non cambieranno durante i due giorni del G7. L’incontro tra i cosiddetti grandi della terra ogni anno si riduce insomma ad una vetrina, ad una rassicurante parata di buona volontà con dichiarazioni finali di fratellanza e “prospettive” che evidentemente intravvedono solo loro. I grandi, cosiddetti.

Il G7 di Taormina, che passerà alla storia per essere quello dove la maggioranza dei “soci”: ovvero Gentiloni, May, Trump, Macron (3 su 4) sono new entry, indubbiamente resta un’opportunità promozionale straordinaria per il Paese ospitante, e non volendo essere cinici sino in fondo, a volte c’è anche la possibilità di veicolare dei valori, magari attraverso i “dettagli”.

G7 – L’OLIO DELLA PACE

Donald Trump arriverà al G7 di Taormina dopo aver promesso a Papa Francesco (via Twitter) che lavorerà con determinazione per la pace. Sarà solo una promessa? Lo pensano in molti visto che proprio nei giorni scorsi il presidente USA è andato in Arabia a vendere armi. Chissà, se la medaglia col ramoscello d’ulivo donatogli dal Pontefice, ma anche un’insalata ben condita possano rischiarargli le idee.

Lo hanno battezzato l’Olio della Pace ed è il “succo” di olive di ottima qualità che idealmente uniscono le quattro sponde del Mediterraneo, provenienti cioè da Italia, Tunisia, Spagna e Grecia. Un blend che racchiude tutte le essenze del mare dove è fiorita la civiltà occidentale

Realizzato dai Premiati Oleifici Barbera in occasione del G7, il progetto, come spiegato dall’imprenditore Manfredi Barbera, intende “affermare che biodiversità e integrazione possono convivere armoniosamente in un unico olio, così come ci insegna il modello siciliano. La Sicilia infatti, grazie alla sua posizione geografica nel cuore del Mediterraneo, come una madre generosa ha sempre accolto e unito religioni, culture e tradizioni differenti tra loro, nel segno della convivenza pacifica”.

L’idea dell’olio della pace, riprende un progetto che ha preso avvio nel 2015 in provincia di Enna, dove sono state messe a dimora 400 varietà di olivo provenienti da tutto il mondo. Biodiversità e pace, ovvero rispetto dell’ambiente e delle popolazioni, sono d’altronde concetti strettamente connessi. Il fine dell’olio della pace, che sarà in vendita nei punti “Coop Alleanza 3.0” è anche benefico, 50 centesimi per ogni bottiglia venduta saranno infatti devoluti a “Medici senza frontiere”.

G7 – UNA GUERRA PER L’OLIO?

Se oggi si parla di “Olio della Pace”, basta tornare indietro di 3300 anni per scoprire, forse, che per l’olio d’oliva s’è combattuto il conflitto più celebre dell’antichità: la guerra di Troia. Ben lontani dal credere che il bagno di sangue fosse stato provocato da una volgare questione di corna (la bella Elena, moglie dell’acheo Menelao rapita dal troiano Paride), ci sono storici che affermano che la guerra tra greci e troiani, fu causata da una predominanza commerciale.

E il prodotto più prezioso allora era proprio l’olio d’oliva, anche se veniva usato più che altro per l’illuminazione. (Petr)olio d’oliva di cui erano ricchi i territori dell’Asia Minore, verso i quali la città di Troia rappresentava uno sbocco. Se non è vero, considerando l’immutabilità della natura umana, quantomeno è una ragione verosimile, certo più della faccenda di cuore tra Elena e Paride.

G7 – IL CIOCCOLATO DI MODICA

Ma nel lussureggiante campionario di bontà che i “grandi” poteranno a casa dal G7 di Taormina, c’è anche lo squisito cioccolato di Modica, che verrà offerto anche alle delegazioni e ai giornalisti ospitati nelle 2.394 stanze dei 27 hotel 5/4 stelle di Taormina e Giardini Naxos. Questo cioccolato lavorato a freddo, dall’aspetto grezzo ma dal cuore friabile e deliziosamente sabbioso (è lo zucchero di canna che rifiuta di sciogliersi con una lavorazione a 40°), probabilmente è l’ultimo erede del cioccolato dell’antica trazione Maya. Di fatto è un prodotto unico, ennesima testimonianza della ricchissima unicità di questo Paese.


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