Roger Moore un Santo con licenza di uccidere

Roger MooreRoger Moore o per meglio dire Sir Roger George Moore si è spento nella giornata di ieri nella sua casa elvetica di Crans Montana. A darne l’annuncio in forma ufficiale, sul suo sito, sono stati i figli Deborah, Geoffrey e Christian avuti con una delle mogli, l’attrice italiana Luisa Mattioli.

Roger Moore, figlio di un poliziotto, la predisposizione per l’azione l’aveva quindi nel suo DNA. Non a caso nei numerosi film e telefilm in cui viene ricordato il suo ruolo fisico l’ha sempre fatta da padrone. Un britannico che ha sempre tenuto fede a quello che per la Britannia rappresenta un marchio di fabbrica dell’uomo inglese, vale a dire l’eleganza, l’ironia e la nobiltà.

E questa caratteristica Roger Moore, nel periodo nel quale giravano in tutto il mondo le pellicole di Marlon Brando, James Dean, Steve Mc Queen e quant’altro in canotta bianca e giubbino di pelle, l’ha fatta percepire immediatamente, ritagliandosi la sua grande fetta di consensi grazie alla serie televisiva Il Santo. Da li in avanti le altre serie da lui interpretate sul piccolo schermo sono state solamente la conferma di un talento che in divenire si sarebbe via via consacrato anche al cinema e in teatro.

Da segnalare particolarmente la serie che in Italia fu distribuita con il titolo di Attenti a quei due, a fianco di un altro mostro sacro del cinema, l’americano Tony Curtis. Attenti a quei due, The Persuaders in tutto il mondo, ancora tutt’ora viene considerata dalla critica la serie televisiva meglio riuscita di tutti i tempi, non a caso per la sua realizzazione fu scomodato per la colonna sonora un certo George Harrison.

Le produzioni britanniche dei telefilm in serie in quel periodo, parliamo degli anni sessanta e settanta, erano abbastanza prolifiche e la qualità eccelsa venne proprio raggiunta con la serie The Persuaders – Attenti a quei due, per la quale lo stesso Roger Moore firmò la regia di alcuni episodi.

Il successo della serie per Roger Moore fu il lasciapassare quasi di prammatica per il ruolo cinematografico del personaggio di James Bond. Dopo Sean Connery il tentativo della produzione Broccoli di sostituire un altro monumento con l’australiano George Lazenby si dimostrò un vero fiasco. Bisognava riportare assolutamente in Inghilterra l’agente 007 e Roger Moore, con la sua eleganza ed ironia, rappresentava il candidato perfetto. Non a caso questa filologia è proseguita negli anni con Pierce Brosnan, irlandese naturalizzato statunitense, e Daniel Craig.

Roger Moore impersonò l’agente al servizio di Sua Maestà per ben sette volte dimostrandosi superiore al botteghino persino a Sean Connery. Fu per questo motivo che la produzione insistette nel girare ancora con Roger Moore il personaggio inventato da Ian Lancaster Fleming, nonostante l’attore britannico volesse liberarsi da quel ruolo divenuto nel frattempo ingombrante. Non a caso nella pellicola La corsa più pazza d’America di Hal Needham, Roger Moore si presentò ironicamente al pubblico sbeffeggiando il suo stesso soggetto di agente speciale.

E speciale fu davvero la vita negli ultimi anni di Roger Moore, scusate Sir Roger George Moore. L’attore ha dedicato il suo impegno costante e sempre puntuale alla causa dell’Unicef in qualità di Ambasciatore. La sua già nobile figura in questi ultimi anni si è arricchita ancor di più della nobiltà per eccellenza, quella d’animo, nei confronti dei bambini più bisognosi. Che dire di più di un Santo così !


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