2Night l’intimità di un film

2Night In 2Night due sconosciuti s’incontrano in un bar. Lei è solare, irruente e provocante, lui è un bel tenebroso, un po’ timido. Sono diversi ma si piacciono e nell’arco di una intera notte romana, chiusi in macchina, alla ricerca di un parcheggio, riusciranno a conoscersi, scontrarsi e anche ad amarsi. E’ la bella storia di 2 Night di Ivan Silvestrini, nelle sale dal 25 Maggio con Matilde Gioli e Matteo Martari, che dopo una folgorante carriera nella moda, i successi delle fiction tv da Luisa Spagnoli, Non uccidere fino ad Un passo dal cielo,  con la sua bella  voce bassa , ci racconta come sia stato complicato girare per 14 notti di seguito. « Alla fine delle riprese ero così stordito che mi sembrava fossi sotto jet leg!»

2Night è un film molto intimo, inquadrature addosso e solo i due attori sempre in scena. Non deve essere stato semplice?

«Con Matilde Gioli ci siamo incontrati due, tre volte prima del film per le prove, ma solo dopo aver iniziato le riprese ci siamo veramente resi conto di quanto tempo avremmo dovuto passare insieme e in un ambiente così ristretto come una macchina.»

Come siete riusciti a rendere tutto così credibile?

« Stando sempre in scena, si è creato anche un rapporto di amicizia. Poi  nella realtà siamo persone molto diverse  come i personaggi del film. Questo ha fatto si che si creasse l’incastro perfetto. In più ci ha aiutato tanto il regista Ivan Silvestrini, una persona  paziente, disponibile, davvero in gamba.»

In 2Night ha un ruolo di un uomo molto timido, quasi bloccato dall’irruenza della ragazza.

«Nella realtà oltre ad essere un romantico di altri tempi, rispetto al mio personaggio, non mi sarei mai fatto scioccare da un comportamento così palese, sarei andato oltre, e avrei  scoperto molto prima la vera natura fragile della ragazza.»

L’è mai capitato di incontrare una sconosciuta e di rimanerne attratto?

«Certo mi è successo più di una volta e molto spesso sono rimaste sconosciute ma indimenticabili. A volte sono stati incontri sporadici fatti solo di parole che mi hanno lasciato qualcosa di importante, un  bel momento.»

Come vede il suo futuro cinematografico?

«Non lo so. C’è stato un momento nero, ma adesso il cinema sta cambiando di nuovo, credo che ci sia un ritorno verso un buon cinema in Italia e anche un ritorno di chi vuole investire, che è la cosa più importante.»

E nel cast di Redoutable,  il biopic su Jean-Luc Godard, in concorso al 70 Festival di  Cannes del regista Oscar di The ARTIST,  Michel Azanavicius.

«Ho un piccolo ruolo, sono un attore italiano in un film sul grande Godard, che è interpretato da Louis Garrel. Ma è stata comunque una bellissima esperienza. Ero abituato con la moda a lavorare in altri paesi, a parlare tante lingue ( ne parla bene quattro) ma il cinema è davvero un’altra cosa.  Su un set di moda non hai tanti contatti umani mentre nel cinema si.»

Un modo per aprire le frontiere della sua carriera?

«Spero proprio di si. Tra l’altro, proprio la scorsa settimana, è andato in onda  in Francia e anche in Germania  la prima serie di Non uccidere con Miriam Leone,spero la vedano in tanti e che mi porti fortuna. »


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