Tapas e la loro Giornata Mondiale

tapas Si dice tapas e la mente corre alle ramblas di Barcellona o ai bar di Madrid o di Valencia, dove con pochi euro si assolve ad uno dei riti più gradevoli della tradizione spagnola: “tapear”, nutrisi, meglio se in buona compagnia, dei deliziosi stuzzichini che tradizione e fantasia dei contemporanei riescono a proporre in tutta l’infinità di varianti che consentono un dischetto di pane e l’abbondanza dei prodotti mediterranei.

D’altronde, volendo essere filologicamente corretti, le tapas altro non sono che piccoli assaggi di cucina spagnola variamente serviti nei bar e nei locali. E che le si gusti in versione carnivora, “pescivora” o vegetariana, calde o fredde, le tapas sono anche, o soprattutto, un modo di vivere, di stare assieme, di rapportarsi al cibo come occasione di scambio interpersonale.

Ma questo discorso porta lontano, la notizia è che il 15 giugno torna a cura dell’Ente spagnolo del Tursimo, la Giornata Mondiale delle tapas. Decine di eventi s’inseguono, ormai dal 2010 in 29 paesi del mondo, e per il secondo anno, la manifestazione farà tappa anche in Italia, precisamente a Milano, Bologna e Roma coinvolgendo decine tra bar e ristoranti, nonché tutti gli alberghi delle catene spagnole che propongono nei loro menu (e molti cominceranno già in questo weekend) prodotti e ricette iberiche, con una selezione speciale dedicata alla giornata internazionale.

Poi ci sono gli appuntamenti speciali. A Milano, al Chiosco Dehors Eataly, il 15 giugno sarà di scena la gastronomia dei Paesi Baschi grazie alla presenza di un autentico Bar di Pintxos con le sue proposte culinarie della tradizione basca. A Eataly Bologna, la città di Logroño  (capoluogo di La Rioja) proporrà un “  tapas bar ” con le creazioni dello chef Ramón Piñeiro, del ristorante di tradizione La Cocina de Ramón.   

“ La Giornata Mondiale delle tapas ” ha l’obiettivo di promuovere la gastronomia spagnola, elemento essenziale dell’offerta turistica del paese, e rinforzare il riconoscimento del marchio turistico Spagna», è questo l’obiettivo dichiarato dell’evento. E a noi non resta che dire che potremmo avere qualcosa da imparare.

LA STORIA DELLE TAPAS

Diverse scuole si confrontano sull’origine delle tapas, nome che arriva dal verbo “tapar”, coprire.

Una storia vuole che l’invenzione nasca secoli fa  nelle taverne collocate lungo le vie comunicazione, dove, considerando l’altissimo grado di analfabetismo, il menù veniva presentato agli avventori attraverso minuscoli assaggi adagiati sul coperchio di una pentola. Un’altra storia, invece, vuole che – sempre nelle taverne – agli bevitori di cherry venissero fornite delle sottili fette di pane o di salumi da adagiare sopra il bicchiere per evitare che le mosche, attratte dal dolce della bevanda, si depositassero sull’orlo del bicchiere. Col tempo, resisi conto che questi assaggino salati accrescevano le vendite di cherry, l’usanza s’è diciamo “istituzionalizzata”.  

I siti dove conoscere nomi e programmi dei locali che aderiscono all’iniziativa sono: per Milano e Bologna – www.spain.info/it/giornatamondialedelletapas; per Roma – www.spain.info/it/tapasdayroma.


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