Monica Bellucci ed Emir Kusturica nel film On the milky road

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Monica Bellucci Il bacio appassionato di Monica Bellucci al ballerino di tango sul palco della cerimonia di apertura del 70 Festival Internazionale del cinema di Cannes , di cui è madrina, è la dimostrazione che per la nostra diva più internazionale, l’amore e il desiderio non hanno età, è forte e sano anche quando si è un po’ age.

«Il  cinema sembra aver dimenticato che si può amare con intensità, anche da adulti. Come se questo creasse imbarazzo.» Aveva dichiarato Monica Bellucci alla conferenza stampa di presentazione di On the milky road il film di e con Emir Kusturica, nella sale italiane dall’ 11 Maggio, che racconta proprio di un amore passionale fra due adulti  sul sottofondo del finire della guerra dei Balcani.

Monica Bellucci è una donna di origine italiana che per sfuggire ad un uomo violento decide si sposarsi con un militare , lui è un uomo distrutto dalla guerra che incurante delle bombe porta il latte ai soldati in trincea, sul dorso di un mulo e in compagnia di un falco. Fra i due scoppierà una scintilla fatale che li porterà dopo una incredibile scia di inseguimenti, salti da dieci metri, ( « Mi sentivo James Bond senza smoking », ha dichiarato Kusturica ), e tutto quello che si porta dietro il mondo rumoroso del regista, a coronare il loro sogno d’amore.

Un film che ha avuto bisogno di tre anni di lavorazione per la volontà del regista di girare solo in esterni e d’estate, un film che, nonostante la bravura, la grandezza degli interpreti, e la mano di Kusturica questa volta non sembra volare, ma bensì restare ancorato a quegli stereotipi che hanno sempre fatto parte del cinema di Kusturica, ma che questa volta sembrano non portare a nulla, troppo ridondanti, presenti, troppo simili a tanti film del regista, il tutto enfatizzato da una colonna sonora troppo alta.

La novità in On the Milky Road sta in una maggiore presenza degli animali che hanno un ruolo da protagonista, a partire dalle scene cruenti dell’inizio e della fine che non anticipo ma che sono un po’ forti per passare all’amico mulo, al serpente che beve il latte, fino al falco che è sempre sulla spalla di Kusturica e che «All’inizio non mi sopportava, mi faceva male, poi siamo diventati veramente amici, ha dichiarato il regista»  e che simboleggiano tutto quello che per Kusturica è fondamentale, il rapporto con la natura, il legame con la terra, con il nostro essere animali, con il recupero della nostra parte istintiva e quindi il desiderio, la passione, la voglia di vivere. Peccato che il film sia troppo confusionario per riuscire in questo intento poetico.

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