Il letto e il mistero e della sua sparizione per la Festa dei Musei al Poldi Pezzoli

lettoMILANO – La stanza da letto di Giacomo Poldi Pezzoli è il centro del piccolo mistero che sarà rivelato al pubblico che tra domani e domenica visiterà il museo di via Manzoni che il collezionista d’arte (Milano 1822-1879) fondò lasciando la sua casa all’Accademia di Brera.

L’occasione è la Giornata Internazionale dei Musei, che quest’anno ha come tema “Musei e storie controverse: raccontare l’indicibile nei musei”. Il tema giusto per trattare della misteriosa scomparsa del monumentale letto di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

Una certezza: il letto, realizzato dallo scultore milanese Giuseppe Ripamonti nel 1856, alla morte del collezionista si trovava nella sua camera. Una gran profusione di puttini, riccioli ed elementi vegetali, figure simboliche, tendaggi e dorature caratterizzavano l’opera che, effettivamente, comunicava un gusto un tantino eccessivo per la decorazione.

Di fatto non poteva incontrare il rigore formale dell’architetto Camillo Boito, secondo direttore del Museo che nel 1900 ordinò che il letto fosse sottratto alla vista del pubblico è “…il brutto sogno di un Edgar Allan Poe in delirio”, disse e mentre la stanza del fondatore diventava la sala dei Vetri di Murano, il letto fu relegato al pianterreno dove rimase almeno fino al 1925 quando si decise che dovesse tornare nel suo luogo d’origine, ma non fu così. In una data ignota, il letto scomparve.

Tra le ipotesi più accreditate sulla sparizione, quella che vuole che dati peso e dimensioni, durante la Seconda Guerra Mondiale non sia stato possibile mettere il letto in sicurezza insieme alle altre opere d’arte e che quindi il monumentale giaciglio sia andato distrutto durante i bombardamenti del 1943.

 Per tutti i visitatori interessati il museo consegnerà una scheda di approfondimento sulla misteriosa vicenda. Quello che invece non è un mistero è l’importanza di questo museo e la ricchezza delle sue collezioni, un trionfo di arte rinascimentale (e oltre) che parte dal Mantegna, Piero della Francesca e il Pollaiolo (il celebre Ritratto femminile è l’opera simbolo del museo) e passa da Lippi, Botticelli, Bellini, Raffaello (il Crocifisso) e molto, molto altro.

Per info: www.museopoldipezzoli.it    


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