Il cinema a New York, una guida fondamentale

New YorkNew York. Quante storie sono state ambientate nella città che non dorme mai? Quanti dei vostri film preferiti? Quante lettere d’amore ha ricevuto questa città? Quanti grandissimi registi/attori/artisti/sceneggiatori ci sono nati? O quanti ci sono passati, ci hanno abitato per un periodo, si sono innamorati, l’hanno odiata forse?

Io amo New York. Un amore viscerale sorto in me fin dalla tenera età. Non so da cosa o come sia nato questo rapporto, ma da che ho ricordo, io l’ho sempre avuta nel cuore. Poi è venuto il cinema, che da buon amico e consigliere me l’ha mostrata, nei suoi lati più nascosti e quelli più celebri, me l’ha fatta conoscere meglio e amare ancora di più.

Ho visitato New York più di una volta e a breve ci ritornerò (è una malattia che indebita parecchio sigh) e ogni volta ci vado armato di cartina e lista di luoghi/scene di film. Siccome altrove ha ottenuto un discreto successo questa mia lista, ho deciso di proporre anche qui un tour virtuale e in celluloide (avrei voluto fossero tutti in buon b/n ma per una volta farò un eccezione e inserirò di tutto) dei luoghi più celebri, e non, della più bella città del mondo. Vi direi di allacciarvi le cinture ma qui si cammina, altro che, qui si fanno fuori le suole delle scarpe.

D’accordo, fingiamo di essere appena arrivati, siamo al JFK, l’aeroporto di punta di New York (si niente La Guardia e per carità niente Newark (New Jersey) odiato persino dall’appena citato ex sindaco). Mentre aspettiamo che arrivino i bagagli diamoci uno sguardo attorno. Molto probabilmente direte “Ah! Ma qui è dove hanno girato The Terminal!”. No, mi dispiace darvi la prima delusione. Gli esterni furono girati in Quebec e gli interni a Dallas in uno studio gigantesco dove è stato ricostruito fedelmente una parte dell’enorme aeroporto dislocato in più terminal. Nemmeno l’inizio di Mamma ho riperso l’aereo non fu girato propriamente qui. In una scena, per giunta, si vede l‘Empire State Building fin troppo da vicino e considerato che è circa a 20 km di distanza, fate voi i conti.

Ah bè, bel giro, due film e entrambi girati altrove. Non preoccupatevi, se vi girate verso l’area che porta ai taxi e all’Air Train (un treno che porta alla metropolitana) calcherete i passi di Bette Midler in Affari d’oro e di Roger Moore AKA James Bond in Vivi e lascia morire (puah!).

D’accordo, meglio prendere qualche metropolitana (linea J) e arrivare in centro. Ovviamente come prima tappa è d’obbligo Times Square, se è la vostra prima volta. Lasciatevi inondare dalle mille luci dei cartelloni pubblicitari e poi concentratevi su alcune parti, non in alto, ma a livello stradale. Se guardate verso la scalinata rossa, tutta illuminata, proprio in centro, davanti troverete la statua del cappellano Francis P. Duffy. Ecco proprio qui davanti vi dovreste ricordare della scena di Piombo rovente, dove di mattina presto si vede camminare uno stanco Burt Lancaster.

A New York scommetto che avrete notato quello strano uomo nudo, svestito da cowboy che suona la chitarra e fa foto con le ragazzine e le signore tarchiate. Impossibile non pensare quindi a Un uomo da marciapiede. Proprio in questa zona, il neo arrivato cowboy texano Jon Voight, trova il suo alloggio, all’hotel Claridge, tra la Broadway e la East 44th Street, quel palazzone che rimane a destra della statua vista in precedenza.

Vi piacerebbe essere in solitudine totale come Tom Cruise in Vanilla Sky ed invece dovete divincolarvi tra le migliaia di persone presenti per raggiungere la tappa successiva. Proprio in cima alla piazza del tempo, sotto la palla che ogni anno scende annunciata dal countdown di Dick Clark (RIP), troverete due location di interrogatori improvvisati in due famosi noir: La città nuda di Dassin e Sui marciapiedi di Preminger.

Ma rimanete con lo sguardo basso, non rimanete imbambolati con lo sguardo verso l’alto come lo stralunato Rick Moranis in Ghostbusters. Prima di lasciare la piazza, raggianti come il John Travolta di Staying alive un ultimo sguardo verso sinistra, verso la sfilza di cinema. Ecco in uno di questi, all’indirizzo 213 West 42nd Street e 7th Avenue, Travis Bickle AKA Bob De Niro portò una sconcertata Cybill Shepard alla visione di un filmetto svedese “per famiglie” in Taxi Driver.

Facciamo un giretto in zona prima di andare verso la punta. Tra la 47esima strada e la settima avenue, troverete il punto dove spararono a Christopher Walken in King of New York, mentre all’hotel Edison al 228 W della 47esima, nel bar, ora ristorante, potrete “rivedere” Luca Brasi ucciso da Sollozzo, scena memorabile de Il Padrino. Ok, andiamo in punta ora per poi salire di nuovo verso Central Park e dintorni.

Di fronte a quel meraviglioso parchetto, Bowling green, (verso primavera pieno di tulipani rossi) vedrete questo enorme edificio, sede del National Museum of the American Indian e sede del finalone appiccicoso di Ghostbusters 2. Proseguendo dopo il mitico toro della borsa newyorkese, al numero 2 di Broadway, vicino a Stone Str. si erge poderoso il mega grattacielo dove lavorava C.C. Baxter in L’appartamento e continuando con i film di Wilder, al 30di Broad str, c’è la sede dell’ufficio di Larabbe-Bogart in Sabrina. Se come me adorate Inside man, non potrete dimenticarvi di fare una foto alla banca tra Hanover str e Beaver str. esattamente quella del film. E ora verso la borsa.

La sede del NYSE si trova tra Broad str. e ovviamente Wall str. I tanti fan del Cavaliere Oscuro avranno riconosciuto il luogo dello scontro tra Batman e Bane (anche se alcuni pezzi sono girati a Pittsburgh) sotto la statua di George Washington, nella fittizia Gotham City. Andando verso la Trinity Church, dove ne Il mistero dei templari si arriva al climax finale, ci imbattiamo nella Manhattan City Bank la banca dei nostri Ghostbusters (ancora!). Già che ci siamo, segnatevi che la mitica stazione dei pompieri-casa degli acchiappafantasmi si trova al 14 North Moore Str. Vi assicuro che fa una certa impressione vederla dal vivo.

Stanchi? Dai su su, andiamo ancora un pò più in su a Legion square. Questa è la sede di New York della super banca dove “Simon” vuole rubare i lingotti d’oro in Die Hard 3 e se sognate di provare a disinnescare la bomba risolvendo l’enigma delle bottiglie d’acqua, devo darvi un altra delusione. Non c’è una bomba e non c’è una fontana, ma se andate al Tompkins square park troverete l’esatto punto dove…be non farete nulla.

Prima di virare verso il ponte di Brooklyn, facciamo una sosta ristoratrice al parco del comune. Poco oltre il comune c’è la sede del palazzo di giustizia e la famosa gradinata dove don Barzini-Barrese viene ucciso ne Il Padrino nonchè l’ultima scena, e l’unica in esterni di La parola ai giurati. Se avete preso la metropolitana (linea 4) e siete sbucati sotto il municipio siete esattamente nel punto dove discutono del caso in corso, Al Pacino e Keanu Reeves in L’avvocato del diavolo.

Il ponte è troppo invitante, io direi di percorrerlo. Una delle cose più belle di questa città è percorrere i ponti, tutti con zona per i pedoni e le biciclette, godersi il panorama e la brezza, e scattare tante foto alle enormi strutture. Se poi arrivati a Brooklyn e fatti pochi passi nel Dumbo (Down Under the Manhattan Bridge Overpass) trovate lo spettacolare scorcio di C’era una volta in America, sarete ancora più entusiasti.

Non c’è tempo, adesso e qui, per Brooklyn, torniamo a Manhattan. Andiamo nella parte centrale della penisola, senza toccare ancora le strade numerate, e rimanendo in quelle nominate. Siamo in piena zona dei quartieri più famosi e antichi: Chinatown, Little Italy, Greenwich Village, Soho e Tribeca.

Andiamo con ordine. Nel quartiere popolato da cinesi, dove vi sembrerà davvero di aver fatto migliaia di km e essere sbucati in Asia, al 128 di Mott str. vale la pena di fare un salto. Adesso c’è una panetteria/alimentari cinese ma una volta, quando qui era ancora Little Italy, c’era la sede della Genco Oli dove lavorava Don Corleone e dove gli hanno teso il nefasto attentato. Se riuscite a trovare, nei meandri della minicittà, tra le infinite insegne in ideogrammi, un vicolo chiuso, molto familiare, vi balzerà in mente di certo un centinaio di film, tra gli ultimi Man in black 3 e Premium rush.

E’ d’obbligo, per noi mangiaspaghetti, un salto a Little Italy, un tempo quartiere di grandi dimensioni, ora sempre più piccolo e mangiato via da Chinatown. A dir poco deludente, molte pizzerie/vinerie/trattorie/etc..erie e poca sostanza, regala almeno un paio di posti cinematografici. Su Broome str. potrete farvi una passeggiata davanti al garage dove parlottano Johnny Depp e Al Pacino in Donnie Brasco, mentre tutte le riprese della Little Italy di Il Padrino parte II sono state girate nel quartiere ucraino, poche strade più in su, dopo NoLita (North Little Italy). Prima di spostarsi verso il lato sinistro del Tribeca (Triangle Below Canal Str.) facciamo un salto al 205 si East Houston str. dove si trova il leggendario Katz Deli, dove oltre a gustarvi un ottimo pastrami (occhio, causa dipendenza) potrete simulare un orgasmo, come Meg Ryan in Harry ti presento Sally. Magari proprio per il panino al pastrami.

Ok ora siamo nel quartiere chic e alla moda, pieno di gallerie d’arte e artisti, ovvero Soho. L’80 di Franklin Str. è una fermata che riempirà di gioia i fan del trash. Qui c’è l’hotel di Basket case. Sempre per il trash, tra Broadway west e North Moore, c’è… c’era, il benizanio dove esplodono gli amici modelli di Zoolander.

Se vi siete innamorati di Nora Jones in Un bacio romantico potrete magari trovarla dietro la bancone del Palacinka Bar su Grand Str. Se invece avete altri gusti, su Greene Str. c’è il bar di After Hours di Scorsese e al 102 di tale strada c’è la casa di Demi Moore in Ghost (ahia, non troppo lontana dai Ghostbusters).

Ma in lontananza già scorgiamo il triumphal arch di Washington Square Park, addentriamoci nel Greenwich Village di New York.

Se volete vedere una Little Italy meno finta e più colorata, questa è la zona giusta. Per esempio era qui che viveva Serpico, al 7 di Minetta Lane, mentre se avete fame e volete un bel kebab c’è il Yatagan Kebab dove pranzano i protagonisti de L’ospite inatteso.

Ora virate con me verso St. Luke’s place, zona ricca di location. Al numero 10 troverete la casa dei Cosby, due indirizzi più avanti quella di Audrey Hepburn in Gli occhi della notte e dall’altra parte della strada vedrete la piscina di Toro scatenato. E adesso un tocco di Woody Allen. Se volete andare a parlare da soli come Boris, il protagonista, all’inizio di Basta che funzioni, dirigetevi al Cafe Vivaldi su Bleeker str. vicino a Jones Str. mentre tra Commerce Str. e Bedford Str. sono state girate tutte le scene di Un’altra donna. Non andate via, poco pù avanti al 90 di Bedford c’è il condominio di Friends la serie tv. Peccato che sia solo materiale di repertorio, tutta la serie è girata in studio a Los Angeles.

Se volete fare visita a una vecchia amica, recatevi al 66 di Perry Str. residenza di Carrie Bradshaw di Sex and the city. Una zona con una miriade di case stupende, tutte da fotografare, senza dare fastidio ai poveri residenti però, metti che fotografate la casa di Shaft tra Jane str. e Hudson Str. e esce lui, vi corca.

Via le scarpe ora e tutti a fare una corsa A piedi nudi nel parco di Washington Square Park dove si uniranno a noi Robert Redford e Jane Fonda mentre Billy Cristal e Meg Ryan parcheggiano vicino all’arco dopo il lungo viaggio che li ha portati qui, all’inizio di Harry ti presento Sally.

E’ ora di salire adesso e andare verso Chelsea e il Meatpacking district, nonche visitare un certo profilo inconfondibile che ben conosciamo.

Avete voglia di cinema? Direi, dato che siamo circordati da set cinematografici. Allora tutti al cinema sulla quinta e la dodicesima, dove già Di Caprio in The Departed e Sandler in Reign over me hanno fatto una capatina.

E’ ora di fare merenda. Quindi tappa all’Empire Diner dove Kevin incontra babbo natale in Mamma ho riperso l’aereo per poi lanciarsi più carichi che mai verso Madison Square Park percorrendo tutta la 23esima. Qui vi bloccherete di colpo quando sulla vostra destra incrocerete un enorme ferro da stiro a foma di palazzo. E’ il mitico Flatiron Building sede del Daily Bugle dove lavora Peter Parker in Spiderman e più volte “ritoccato” in Armageddon e Godzilla.

Poco dopo aver giocato con gli scoiattoli al Madison Square Park dirigiamoci al Metropolitan Life Insurance Bulding dove lavora Lidya in La leggende del re pescatore per poi salire fino all‘Empire State Building sulla 34esima. Come non citare il finale di Insonnia d’amore o Un amore splendido o l’incenerimento in Indipendence day e ancora la scalata del gorillone in King Kong.

Da questa altezza vertiginosa possiamo decidere di dirigerci in due direzioni. A destra verso l’East river andremo a toccare la Grand Central Terminal (Armageddon, gli armadietti di MIB 2, Revolutionary Road, Intrigo Internazionale, La leggenda del re pescatore, Frutto proibito con la androgina Ginger Roger, e tanti tanti altri) e il 101 di Park Avenue, dove troneggiano ancora i Gremlins, il Chrysler Bulding (Deep Impact, Il club delle prime mogli, MIB 3) e ancora la sede delle Nazioni Unite (The interpreter, Intrigo Internazionale). Oppure andare a sinistra, verso il Madison Square Garden e guardarsi i Knicks con Il principe cerca moglie, Hakeem, o fare shopping da Macy’s dove Ray Milland veniva seguito in La spia o Babbo natale si rivolgeva alla folla in Miracolo sulla 34esima strada.

Continuiamo la nostra scalata Bronx bround. Un pò di cultura prima di buttarsi sulla Fifth avenue e i suoi negozi. Alla New York Public Library potremmo andare alla ricerca di fantasmi (ancora Ghostbusters) mentre fuori purtroppo fanno fuori il vecchio zio Ben Parker.

Ed eccoci sulla celebre Quinta Strada di New York. Prima di arrivare al negozio di Tiffany (tra la 56 e la 57esima), dove qualcuno ha fatto colazione, breve tappa alla San Patrick Cathedral dove in Gremlins 2 uno dei gargoyle si trasforma in un gremlins appunto e proprio di fronte c’è il Rockfeller center (Mamma ho riperso l’aereo, Sabotatori, Spiderman) dove si può pattinare, se c’è il ghiaccio chiaramente e godere di una vista mozzafiato dalla sua sommita. A fianco invece c’è il lussuoso Radio City Music Hall dove veniva portato un giovane Allen in Radio Days. Poco prima di Tiffany, all’altezza della 55esima c’è Cartier dove Edward Norton cantava e ballava in Tutti dicono I love you. Non fatelo, vi cacciano. Lo so.

Siamo ormai in prossimità del parco, ma prima di entrarci, setacciamo ancora il perimetro. Proprio attorno a Central Park South, in prossimità dell’Apple store c’è il negozio di giocattoli FAO Shwartz, dove Tom Hanks suonava il piano ballando in Big e davanti è impossibile non notare il Plaza Hotel dove Kevin McCallister ne combinava di ogni e nella piazza davanti il Dj Jeff Bridges parlava di Nietszche a Pinocchio.

Altra pausa, quella del the delle cinque alla Russian Tea Room sulla 57esima, quella di Manhattan. Una volta usciti andiamo a ovest, al Columbus Circle dove il senatore Palantine tenne il suo discorso in Taxi Driver e nelle Time Warner Towers li davanti, si sono svolte scene di Tower Heist e I Poliziotti di riserva.

Saliamo verso il Lincoln Center e la sua stupenda fontana per emulare i danzerini e entusiasti protagonisti di Per favore non toccate le vecchiette ed inoltre è qui che la Natalie Portman de  Il cigno nero si esercita per essere la migliore ballerina.

Percorrendo Central Park West ci imbatteremo in due edifci da segnarsi assolutamente. Uno è il Dakota Building, dove vive il personaggio di Tom Cruise in Vanilla Sky e dove hanno realmente vissuto artisti come Lauren Bacall e John Lennon (e a proposito, venne ucciso pochi metri più avanti, a commemorarlo una lastra con la scritta Imagine a Central Park, zona Strawberry Fields). L’altro è il palazzo dove vive Dana in Ghostbusters e dove c’è quel finale rocambolesco come si conviene ad una città quale New York .

Ed ora a tutto verde, Central Park! Qui si va per punti o ci si perde. Un pò di jogging stile Dustin Hoffman in Il maratoneta intorno al Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir Lake, poi relax “fuori fuoco” come Robin Williams in Harry a pezzi alla Bethesda fountain (ma anche Hair, Mamma ho riperso l’aereo e tantissimi altri) in seguito camminata lungo il The mall, il lungo viale alberato pieno di panchine (Panic room, Serendipity, My sassy girl), con sosta al Tavern on the Green (a ridaje Ghostbusters e Wall street) per arrivare al Wollman Ice Skating Rink e soprattutto al Gapstow Bridge con la signora dei piccioni e il macellaio pazzo di Inferno di Argento (girato però a Roma il pezzo).

Direi che il giro si può concludere solo con un ultimo tratta sulla parte est della penisola. Spostatevi su Park Avenue, l’avenue più bella e fascinosa. E’ proprio in questa zona che Jon Voight abbordava le sue ricche clienti da spennare chiedendo dove fosse la statua della libertà. Più avanti c’è il Waldorf Astoria dove risiedono i genitori di Hakeem in Il principe cerca moglie. Sulla Lexington avenue invece al 450 Superman salvò Lois per la prima volta e all’altezza della 52esima c’è la grata che fece svolazzare la gonna di Marilyn. E rimanendo in tema, la casa di Sherman in Quando la moglie è in vacanza si trova al 164 east della 61esima, mentre la casa di Holly Goligthly è al 169 della 71esima.

Adesso andiamo sempre più a est sulla terza avenue dove troviamo Bloomingdale’s, con una scena “scoppiettante” di Cloverfield mentre al numero 915 c’è il bar P J Clarke’s dove Ray Milland si scolava di tutto in Giorni perduti. Ultima sosta lunga per un filmetto al 1254 della seconda avenue, ovvero il cinema dove vanno Woody Allen e Diane Keaton all’inizio di Io e Annie. Usciti da li si corre al  Queensboro Bridge con tanto di tamburelli come Oskar in Molto forte, incredibilmente vicino, oppure senza, come la scena iniziale di Bronx Warriors. Ma nessuna delle due corse può eguagliare quella del finale di La città nuda, sul Williamsburg bridge.

Già che ci siamo facciamo una corsa a Roosevelt island, dove è stato girato Dark Water e molte scene del già citato Bronx Warriors o qualcuna de Le tartarughe ninja 2. Ovviamente ci andiamo con il Roosevelt Island Tramway che difficilmente Sylvester Stallone prenderà più dopo I falchi della notte.

Gran finale con seduta sulla panchina famosa di Manhattan sotto il Queensboro Bridge, ma ainoi non c’è, ce la misero per il film. Tuttavia ci sono delle ottime panchine vicino all’East river su cui possiamo godere la vista del Queens (e peccato che il tramonto sia dall’altra parte! E a proposito di questo, imperdibile il Manhattanenge).

Ovviamente questo non è tutto, è solo un assaggio invogliante. Impossibile racchiudere le migliaia di film girati a New York in un breve articolo, impossibile racchiudere New York in poche righe. E allora vi tocca andarci e godervela, scoprirla tutta, andare oltre le mete più famose, mangiare dove mangiavano i vostri eroi, fotografarvi nelle stesse pose. Oh io ci torno a gennaio, mi manca.

Consiglio finale, segnatevi questo sito http://www.onthesetofnewyork.com/ utilissimo per scovare tutte le location.


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