Banksy la distruzione di un sogno

BanksyA volte le fantasie degli artisti precedono realtà, dove un dipinto che evoca la “distruzione” di un sogno (o forse di un’utopia) rischia di essere distrutto a sua volta. Al centro della questione, ancora una volta c’è Banksy, l’artista britannico (il più popolare di tutti e il più politico) che nelle settimane scorse, proprio mentre cominciava la lunga fase di contrattazione tra UE e Regno Unito su Brexit  aveva dipinto a Dover, sulla grigia facciata di un edificio non distante dal mare, il suo commento ai fatti.

Questo nella città che più d’ogni altra rappresenta il ponte britannico verso il continente, essendo il punto geografico più vicino allEuropa.

Semplice ed efficace come tutti i messaggi di Banksy, l’opera raffigura una bandiera dell’Europa che occupa l’intera parete, e appoggiata alla quale c’è una scala con un operaio che con tanto di scalpello comincia a “smontare” una stella (la stella del Regno Unito) provocando nella bandiera una vistosa incrinatura.

Come avviene sempre per i lavori di Banksy, a confermare l’autenticità dell’opera, che neanche è firmata, è la pubblicazione di alcune fotografie sul sito ufficiale dell’artista.

 A Dover dovrebbero essere tutti contenti per questa nuova acquisizione che certo attirerà un po’ di visitatori, sennonché è previsto che il fatiscente edificio dov’è collocato il dipinto debba essere raso al suolo.

I proprietari hanno intanto dichiarato alla BBC che faranno di tutto per riuscire a salvarlo, a costo di staccarlo per rivenderlo, magari per uno scopo benefico. Peccato però che il murale sia di proporzioni effettivamente giganti, cosa che complica parecchio  l’operazione. Dunque la sua sorte potrebbe essere segnata.

 Va ricordato che sono molti i dipinti di Banksy che sono stati staccati dai muri e rivenduti per svariate centinaia di migliaia di euro, questo senza che l’artista britannico percepisse compensi per essi.

Da Dover giunge così un’altra sconfitta, o forse no, un’altra vittoria per l’artista che non si mostra, ma che ogni volta mostra al mondo con la sua rude tecnica a stencil da “graffitaro” urbano, come l’arte figurativa abbia ancora la capacità di mandare messaggi immediati, ben precisi e soprattutto rivolti a tutti, non solo al pubblico selezionato delle gallerie. 

E  a volte, come nel caso della bandiera di Dover, questi messaggi sono tanto immersi nella realtà che non solo la rappresentano, ma in qualche modo la subiscono.

Banksy ci dice col suo lavoro, che ancora oggi può esistere, un’arte “popolare” nel senso più alto del termine; ma per chi ha scelto la strada come atelier e come galleria, si sa, il percorso è costellato di pericoli e gli incidenti di percorso fanno parte del gioco. E lui, dopo una carriera ormai ultraventicinquennale, del gioco continua a essere protagonista.


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