Max Gazzè sulle note …del cinema

Alla sua seconda prova da attore – dopo il personaggio muto di Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo – Max Gazze, disco d’oro  con Maximilien, in Lasciami stare di Simona Izzo, dal 20 Aprile al cinema, dove si racconta la riunione di una famiglia molto allargata, rivela una grande naturalità alla recitazione.

Come è diventato attore?

«Sono cresciuto con amici musicisti inglesi che giravano sempre con delle cineprese realizzando  sketch alla Monty Python  e da ragazzo ho fatto tanto teatro perché mi affascinava molto l’interpretazione di un personaggio.»

Questo è il suo primo vero ruolo al cinema, com’è stata l’esperienza sul set?

«Simona  (Izzo) è stata brava, mi ha diretto in modo musicale. Lei cercava proprio l’intonazione giusta della battuta e questo mi ha aiutato molto, perché si può essere naturali davanti ad una telecamera, ma risultare credibili è un altro discorso.»

Lei recita molto anche le sue canzoni.

«É vero, e mi piace soprattutto improvvisare, interagire con il pubblico. Cerco così di eliminare la distanza che c’è fra pubblico e palco.»

Ha un pubblico eterogeneo che comprende anche giovanissimi.

«Forse perché avendo 5 figli, il più grande di 19 anni e l’ultimo di 5 mesi, sono costretto ad interessarmi di tutto, ad usare vari linguaggi e questo lo riporto nei miei testi e nella musica.»

Anche lei  un figlio a 50 anni ?

«Si lo so, il pensiero è quello che sarò un anziano quando avrà vent’anni , ma oggi avere un figlio a questa età non è più così scandaloso. Però lo prometto, a 50 anni compiuti ( 6 Luglio)mi fermo.»

Ha portato in scena l’opera Alchemaya  con la Bohemian Symphony Orchestra di Praga.

«É un’opera che ho scritto con mio fratello Francesco dove fondo la musica con approfondimenti sul mondo esoterico che porto avanti da vent’anni. Nel tour  di questa estate, inserirò anche  qualche concerto con l’orchestra sinfonica, perché è stata davvero  un’esperienza molto gratificante, magica.»


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