Bette Davis & Joan Crawford in Feud

Arriverà a breve anche in Italia la prima stagione di Feud di Ryan Murphy la nuova serie in 8 puntate andata in onda in America sul canale FX. Murphy (noto ai più per American Horror Story ma dietro ad altri interessanti progetti come Il processo a OJ Simpson, andato in onda su Fox Italia) racconta con questo nuovo progetto antologico alcuni degli scontri più interessanti e avvincenti di sempre tra due personalità pubbliche. La seconda stagione già confermata sarà incentrata su Carlo e Lady Diana mentre la prima si è concentrata sulla sfida di Hollywood per antonomasia. No, non Olivia de Havilland e la sorella Joanne Fontaine ma tra le due attrici simbolo degli anni 40-50, Bette Davis e Joan Crawford.

Nella serie possiamo vedere il teso rapporto tra le due, in un mix di odio, ammirazione per l’avversaria, veleno e minacce. Le due furono eterne rivali ma insieme nello stesso film una sola volta, nell’horror diretto da Robert Aldrich e divenuto un cult Che fine ha fatto Baby Jane?
Cosa c’è di vero in quello che viene raccontato nelle 8 puntate e cosa invece è esagerato o totalmente inventato di sana pianta?

Il film fu un successo clamoroso e rilanciò la carriera di tutti e 3 i grandi nomi coinvolti (Aldrich, Davis e Crawford) senza contare che fece respirare di nuovo la Warner Bros e il suo capo Jack Warner, in un periodo di cattive acque. Finanziato con pochi spicci, messi di tasca propria da Aldrich con seconda ipoteca sulla casa, e obbligatoriamente low budget, incassò 9 milioni di dollari in soli 11 giorni. Ovvero si ripagò da solo in meno di 2 settimane. Per farvi capire facendo un paragone con oggi, avrebbe incassato 72.6 milioni.

Bette Davis, che volle che il film fosse girato in bianco e nero perché  il colore avrebbe dato troppa “bellezza” alla deprimente storia, ebbe totale indipendenza sul trucco e parrucco. Lei che era ribelle e non si curava troppo di come appariva, al contrario della rivale, scelse un pesante trucco per il viso, molto bianco, un rossetto rosso acceso e si segnò un grosso neo sotto l’occhio sinistro. Scelse una parrucca bionda arruffata infine, non una scelta a caso, visto che era la stessa indossata dalla Crawford qualche anno prima.

Il trucco fece trasalire la figlia, e al contrario di quanto vediamo nella serie, lo stesso Aldrich non fu così convinto, avendo paura che fosse un po’ troppo sopra le righe. L’ispirazione la Davis la prese dalle prostitute che battevano alcuni marciapiedi fuori Hollywood.

Non fu un imposizione di Joan Crawford quella di mettere il distributore di Pepsi sul set. Fu una provocazione di Bette, sapendo che Joan era ossessionata dalla bevanda (doveva apparire in ogni suo film) essendo stata sposata con il presidente della società e essendo diventata principale azionista.
Nonostante ci fosse una certa antipatia, entrambe avevano davvero una grande ammirazione professionale l’una per l’altra. E sapevano benissimo che insieme avrebbero fatto un grande film, anche grazie a Aldrich.

Ciò nonostante, fecero un vero e proprio tour de force per promuovere il film, visitando 17 cinema diversi di New York, dove avrebbero proiettato il film in soli 3 giorni. Maggiori sarebbero stati gli incassi, maggiore sarebbe stata la loro fetta di compenso, questi erano gli accordi.
Il film divenne presto un cult, ma non salvò le carriere ormai superate delle due. A Bette Davis andò meglio, con ancora qualche buon film in carriera e soprattutto con la nomination all’Oscar come miglior attrice protagonista (andato poi a Anne Bancroft. Sarebbe stato il suo terzo, stabilendo un record). Per Joan invece non cambiò molto. Ormai era ritirata e dopo questo fece soli altre 3 film, la maggior parte per la TV inglese.

Proprio la nomination all’Oscar fece imbestialire la Crawford, lei che aveva messo in piedi tutto il progetto e che desiderava più di ogni altra cosa vincere un altro Oscar dopo quello per Mildred Pierce. Lei non venne nominata e la Davis era diventata volto e voce del film, parlando come se lei fosse l’unica protagonista e artefice del successo. Così le promise una cosa, che se mai avesse vinto Anne Bancroft per Anna dei miracoli (come effettivamente successe) e Anne fosse stata impossibilitata, sarebbe stata lei Joan, a salire sul palco a ricevere il premio per la collega. Quando la serata degli Oscar, Bette attendeva di udire il suo nome, sentì invece una gelida mano posarsi sulla sua spalla. Era quella di Joan che le sussurrò “Scusa, ma ora devo andare a ricevere un Oscar”.

Una storia incredibile di rivalità che non vediamo l’ora di vedere anche sugli schermi italiani.


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