Per Gad Lerner gli “ Operai “ esistono eccome

Rai 3 domenica 7 maggio in seconda serata, convertirà ancora per una volta i propri programmi in modalità “ televisione di servizio “, quello pubblico; vale a dire in una modalità che dovrebbe appartenergli di prammatica anche sulle altre reti. Lo farà con il nuovo programma distribuito in sei appuntamenti serali dal titolo un po’ forte per la televisione contemporanea: “ Operai “. A condurlo un giornalista forte proprio come il titolo del suo contenitore, quel Gad Lerner pienamente in grado di leggere le trasformazioni che ha subito la classe operaia a trent’anni dal suo primo scritto sulla categoria del lavoro più sfruttata. Quella che per intenderci ha varcato le porte del paradiso con Gian Maria Volonté parecchi e parecchi anni fa.

Altro periodo, altre lotte e soprattutto altro linguaggio. Oggi la maggior parte dei giovani non conosce nemmeno l’esistenza, e non solo il significato, del termine “ proletario “, e purtroppo non solamente i giovani. Eppure ciò che verrà fuori dal viaggio – inchiesta – racconto di Gad Lerner sarà uno status quo del mondo operaio nel quale il termine appena citato veste a pennello, meglio di uno stilista di grido, l’attuale condizione sociale della categoria. Una realtà raramente finora accennata in questa televisione. Mai vista ma sempre consapevolmente conosciuta da tutti, soprattutto dall’informazione.

Gad Lerner farà parlare i protagonisti, vittime della globalizzazione, della robotica e della flessibilità. Darà voce, come fecero tecnicamente Mario Soldati e Pier Paolo Pasolini molti anni fa in giro per l’Italia e come solo loro seppero fare. Ma come rassicura lo stesso Lerner non sarà una trasmissione triste o malinconica. Nella drammaticità di un salario di quaranta euro, non al giorno o alla settimana ma al mese o all’anno, galleggia insieme a chi è sfruttato ancora la speranza di un lavoratore agganciato ad un Titanic sul quale l’orchestra non ha ancora smesso di suonare.

Ma che televisione troverà il programma di Lerner ? Una televisione patinata, intrisa di Vip e imprenditori che si nascondono o sbattono fuori con arroganza i propri collaboratori. Una televisione che ha a che fare con i vincenti: talent, quiz e reality. E aggiungerei anche una televisione felice e rassicurante, come la pubblicità docet. Una contrapposizione tra televisione reale contro una finta televisione, sarà questo il mach che attenderà Operai per sei puntate. Vedremo come reagiranno i telespettatori, sempre nella speranza di non dover cercare la categoria di Lerner nel programma Chi l’ha visto di Federica Sciarelli.


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