Berlusconi il film, al cinema con Sorrentino

Paolo Sorrentino, vincitore del premio Oscar per La grande bellezza, sembra trovarsi a suo agio con personaggi scomodi e soprattutto opachi, figure idolatrate ma sicuramente con molti difetti e al centro di molte discussioni. Miti al contrario potremmo chiamarli.
Il suo Gep Gambardella, dissoluto giornalista romano che si muove tra un’intervista e un party, tra un ricordo dell’infanzia e una bordata alla classe medio-alta romana, vuota e morta; il suo papa Lenny Belardo, Pio XIII, un pontefice scontroso, che non vuole apparire in pubblico, conteso tra il conservatorismo tipico della Chiesa Cattolica e una apertura su tematiche importanti e discutibili; Giulio Andreotti, il Divo per antonomasia, un politico protagonista di più di una voce maligna e egli stesso una lingua tagliente, che non lasciava scampo a nessuno.

Sembra che ora Sorrentino voglia continuare questa sua raccolta di personaggi illustri e poco trasparenti. E dopo aver parlato di Giulio e della DC, ovvero una fetta consistente della storia politica italiana del 900, ecco che ora potrebbe essere il turno di un altro grande capitolo durato 20 anni, tra scandali, boom, televisioni e corruzione. Il berlusconismo secondo Sorrentino, la storia e la figura di Silvio Berlusconi al cinema diretta dalla mano di Sorrentino. Cosa dovremmo aspettarci?

Quando uscì la prima volta questa voce sembrava il classico pesce d’aprile o uno scherzo. I film di Paolo Sorrentino sono distribuiti e prodotti da Medusa, appartenente alla famiglia Berlusconi. Come potrebbe quindi avere quella libertà creativa e di critica necessaria per fare un biopic corretto o graffiante, corrosivo? Le prime smentite da parte del regista infatti sembrarono mettere la pellicola in stand by perenne.

Eppure pare che adesso il progetto sia in fase avanzata. Messo un attimo in pausa il suo The Young Pope, in attesa della seconda stagione sempre prodotta da Sky, Sorrentino sarebbe pienamente intenzionato a realizzare il film. Ci sarebbe anche un titolo, “Loro” e un protagonista, Toni Servillo ovviamente. Come riuscirà adesso Servillo a ricalcare Berlusconi, come mimica e come voce è un mistero, ma se ci siamo fidati con Andreotti, possiamo dargli piena fiducia anche stavolta.

Dopo un papa quindi Berlusconi, nello stesso percorso, o molto simile, che ebbe Moretti tra Habemus Papam e il precedente Il caimano.
Berlusconi non è nuovo al cinema, se ne è parlato direttamente o indirettamente in diversi film, e non ultima la seconda stagione della serie 1993 di Stefano Accorsi, a breve di nuovo sugli schermi di Sky Atlantic.
Non è ancora chiaro di cosa parlerà Loro, se sarà un ampio ritratto di Berlusconi, se parlerà solo di un suo aspetto, se si concentrerà sulla sua entrata in politica o sarà un ricordo nostalgico, quindi un Berlusconi di oggi, alla fine della sua epoca. Servillo è bravo ma non può fare miracoli quindi già dal suo aspetto e la sua età potremmo cercare di capire in che direzione si muoverà il film, sempre se Servillo farà Berlusconi. Probabile anche che finisca per fare un personaggio secondario.


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