Titanic The Artifact Exhibition a Torino per commemorare anche la cucina italiana

Il Titanic risorge dalle acque del mare per approdare a Torino. La mostra, che è stata inaugurata il 18 marzo e chiuderà i boccaporti il 25 giugno, è nata dal connubio tra Collections Première Exhibitions – proprietaria del relitto – e Dimensione Eventi  presso la Promotrice delle Belle Arti in Viale Diego Balsamo Crivelli. Per l’occasione sarà possibile visitare una ricostruzione realistica del transatlantico ritenuto inaffondabile e ahimè colato a picco nell’ormai lontano 1912.

La storia è conosciuta bene o male da tutti anche grazie al colossal del 1997 di James Cameron, ma forse non tutti sanno che nella notte del 14 aprile 1912 erano presenti a bordo 37 italiani. La maggior parte di essi si imbarcarono per lavorare nello staff di ristorazione selezionato accuratamente dallo chef di prima classe Luigi Gatti, italiano emigrato a Londra e richiesto espressamente dalla società proprietaria del transatlantico. Il cuoco infatti si assicurò personalmente che i camerieri che lo avrebbero accompagnato in prima classe fossero esclusivamente di origine italiana, garanzia di professionalità ed eleganza.

Di tutti questi connazionali, solo in due toccarono terra dopo la tragedia e lo stesso Gatti perì nell’affondamento. La loro scomparsa però contribuisce a dar lustro alla storia della cucina italiana, soprattutto per il fatto che molti di loro si prodigarono successivamente a salvare i viaggiatori partiti da Southampton, in Inghilterra, e diretti verso gli Stati Uniti. 2200 persone tra passeggeri di prima, seconda, terza classe e personale di bordo, dei quali ben 1500 persero la propria vita.

Grazie a Titanic – The Artifact Exhibition è possibile osservare da vicino i reperti provenienti dal relitto e appartenuti a passeggeri di ogni estrazione sociale. Rivivere le loro storie, vedere le ricostruzioni di cabine di prima e terza classe e toccare con mano un vero iceberg, provando così la gelida sensazione che hanno vissuto gli sfortunati naufraghi.

Alexandra Klingelhofer, vice Presidente di Collections Premier Exhibitions, da Torino – dove ha allestito e cura personalmente la mostra – afferma che” L’ intento è quello di conservare, curare e quasi coccolare i resti della nave, poiché sono testimonianza di una storia appassionante e intensa. Il suo impegno è quello di permettere anche alle generazioni future di avvicinarsi alla storia del Titanic e alla sua tragica bellezza” . E l’interesse è testimoniato dagli oltre dieci milioni di visitatori che hanno visitato l’esposizione in tutto il mondo.

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